Con le nuove tecnologie l'Italia valorizza i beni artistici, promuove ed esporta innovazione II passato può risorgere dalle sue ceneri per mostrarsi più reale che mai. Per farlo attinge dal frutto di conoscenze stratificate nei secoli di storia che lo hanno succeduto. Pesca dal futuro e genera innovazione. Si palesa grazie alla realtà virtuale, per favorire la conoscenza e il piacere di apprezzare i particolari di una pittura, di una scultura, o semplicemente gli usi e i costumi che furono. Un patrimonio che nel resto del mondo viene automaticamente associato al nome Italia, e che per essere valorizzato utilizza le tecnologie più innovative. «Si sentono le cifre più disparate quando si parla della percentuale di beni artistici presenti nel nostro Paesespiega Maurizio Forte, vice presidente del Virtual Heritage Network, laboratorio dell'Istituto per le Tecnologie applicate ai Beni culturali del Cnrma se non li si conosce bene, i numeri valgono poco». Per questo Forte e il suo Virtual Heritage da anni sperimentano forme di fruizione dei beni culturali che sfruttano le nuove tecnologie e la realtà virtuale. Il primo grande sistema di musealizzazione virtuale, il Virtual Heritage Lab lo ha realizzato a Padova, per la Cappella degli Scrovegni. Dopo la restrutturazione del 2003 chi voleva ammirare gli affreschi di Giotto aveva solo 15 minuti da dividere con altre 20 persone. Dopo il susseguirsi di lamentele dei visitatori, il Comune di Padova e il Cnr hanno deciso di realizzare una sala multimediale di 18 o metri quadrati a pochi metri dalla Cappella, dove il visitatore potesse avere a disposizione sette postazioni didattiche e multimediali da utilizzare prima della visita "reale" del sito. «Le restrizioni della realtà fisica sono complesse racconta Forte e hanno a che fare con il tempo, lo spazio e la comprensione. Con una contestualizzazione storico-artistica e una ricostruzione virtuale del monumento le cose cambiano». Per alcuni la ricostruzione virtuale rischia di far venir meno l'esperienza reale dell'arte. «Niente di più falso continua Fortele nostre statistiche dicono che in questo modo il turista visita più volentieri il monumento. La stessa definizione di realtà virtuale non è corretta, bisogna parlare di realtà arricchite». Per spiegare il tipo di interazione che nasce con le multimedialità e il virtuale, Forte usa la metafora del libro. Quando si finisce di leggerne uno si ha una sensazione di incompletezza, fino a che non se ne discute con qualcuno. Così l'esperienza virtuale non uccide la realtà, ma la migliora: il bombardamento di informazioni è molto più complesso, il percorso può essere scelto liberamente, ogni cambiamento di luce e spazio da nuove suggestioni. «Anche perché è fondamentale che subito dopo il visitatore passi al sito reale, portando con sé una conoscenza maggiore del luogo e del contesto, che porta ulteriore curiosità». Il Virtual Heritage Lab studia queste reazioni con le neuroscienze e la psicologia. «Laverà forza del nostro Paese in questo settore è la multidisciplinarietà continua Forte nel nostro centro mettiamo insieme architetti, archeologi, storici dell'arte, economisti, informatici, ma anche neuroscienziati. All'estero c'è una maggiore segmentazione, noi usiamo la tecnologia mettendo davanti i contenuti. Per questo siamo così richiesti». Il Laboratorio realizza e sta realizzando ricostruzioni virtuali in Cina, Etiopia, Siria, Perù, Egitto e Libano, per dirne alcuni. « Su questo sì che facciamo ed esportiamo innovazione. Ogni Paese deve puntare su quello che lo distingue, noi abbiamo un patrimonio artistico e un arrigia-nato multimediale unico». Nuovi progetti riguardano la ricostruzione virtuale del paesaggio antico dei Fori Imperiali, della via Appia e della via Flaminia. Queste saranno, inoltre, integrate, grazie a un accordo con Seat, all'interno di Pagine Gialle Visual, il nuovo servizio di ricerca territoriale in 3D. Per prendere le misure che permettono la ricostruzione, vengono utilizzati: il laser scanner e il Gps laser scanner per il rilievo 3D, il Gps differenziale per il rilievo topografico, immagini satellitari e la cartografia. Ma i tipi di fruizione virtuale sono molti. Non esiste solo quella diretta in situ. C'è anche quella remota. A Pietrasanta, in provincia di Lucca, i principali capolavori della scultura e dell'arte custoditi nelle più note gallerie di tutto il mondo possono essere guardati e toccati nel "Museo delle pure forme" sviluppato dai ricercatori del Percro (Perceptual Robotics), il laboratorio di realtà virtuale e di robotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Immagini tridimensionali vengono proiettate su schermi di cinque metri per due e viste in 3D dai visitatori che indossano occhiali polarizzanti. Perle sensazioni tattili (si possono provare anche quelle) si indossano eso-scheletri robotici. Al Museo delle pure forme anche i non vedenti possono apprezzare le opere. Toccandole. Esiste poi la realtà aumentata con l'utilizzo di device mobili. Come a Pompei, dove con il progetto Iifeplus, guidato da Forth (Foundation for research and technology-hellas) e dal MiraLab dell' Università di Ginevra con diversi partner industriali e scientifici, la visita al sito archeologico cambierà decisamente. Il progetto prevede una visita virtuale nella città di Pompei e tra i pompeiani che l'abitavano duemila anni fa. Tutto ciò sarà possibile grazie all'uso di occhiali tridimensionali o con un pc indossabile che consentono di vivere e interagire nel luogo come se il tempo non fosse passato. Il turista sperimenta la realtà aumentata proprio mentre visita le antiche mura. Nessun tendone o sala multimediale. Ma le ricostruzioni del passato possono essere ancora diverse. Come in Basilicata, al Parco della Grancia (Brindisi Montagna), a pochi chilometri da Potenza, dove aprirà il prossimo 22 luglio la stagione caratterizzata dal cinespettacolo "La storia bandita", il più grande spettacolo multimediale di teatro popolare in Italia. "La storia bandita" mette insieme teatro, cinema, musical e si svolge su un set di 2omila metri quadrati. Il periodo delle Insorgenze e del Brigantaggio viene raccontato con: 450 attori 35 danzatori, 12 cavalieri, più di 500 proiettori, musiche in multidiffusione, luci, schermo ad acqua con proiezioni cinematografiche, grandi immagini ed effetti pirotecnici. Immagini giganti vengono proiettate sulla montagna. Un insieme di effetti che avvolgono lo spettatore per un'ora e mezza proiettandolo nella scena. E il futuro vedrà crescere le iniziative, «soprattutto se l'industria capirà che l'innovazione deve passare dal contenuto culturale, aggiunge Forte. La frontiera sono il mobile e il web, che potranno essere utilizzati anche per promuovere i distretti culturali». Il Virtual heritage ha già realizzato il portale del distretto Valle dell'Esaro, in Calabria. Sul sito www.esarodistrettoculturale.it si può navigare in tempo reale nel paesaggio tridimensionale. Un altro progetto riguarda il distretto di Salerno. «In questo modo il turista può utilizzare il portale come una guida turisticaspiega Fortescoprendo anche i siti minori e non solo quelli noti che alla lunga diventano autoreferenziali». Il portale ospiterà anche informazioni sulle attività presenti sul territorio, rappresentando un possibile motore per l'economia locale. Perché il vicedirettore non si stancherà mai di dirlo: «Smettiamola di considerare l'apprendimento come una fatica. La conoscenza è il viatico per il piacere». luca.salvioligmail.com