NUOVE AUDIOGUIDE MUSEI CHE ASSOMIGLIANO A STAR TREK Palmari, reti senza fili e localizzatori Gps per visitare i monumenti Immaginate l'astronave di Star Trek e il suo ponte ologrammi, dove con la realtà virtuale si può ricreare tutto: un jazz club nell'America degli anni Trenta, un giardino rinascimentale, gli appartamenti di Napoleone a Versailles. Avete appena immaginato il sogno dei curatori dei beni culturali e paesaggistici: offrire l'esperienza totale, definitiva al visitatore. Gli ologrammi di Star Trek esistono solo nella mente dei registi di Hollywood, ma nella realtà è già possibile entrare in un museo o attraversare un parco o una città vivendo un'esperienza più ricca di informazioni che in passato. A San Francisco, per esempio, sono state fuse due tecnologie, i localizzatori Gps e le vecchie audioguide, per consentire a un noleggio di piccole macchine elettriche gialle scoperte GoCar di offrire tour nella città della Baia personalizzati. Il Gps indica al computer di bordo dove si trova l'auto e fa riprodurre il brano appropriato ai monumenti o bellezze architettoniche che si stiano vedendo. Sempre a San Francisco, c'è l'Exploratorium, la struttura che ha cambiato per sempre la storia dei musei della scienza offrendo per la prima volta la possibilità ai visitatori di compiere esperimenti che, con l'evolvere della tecnologia, si sono virtualizzati diventando fruibili anche attraverso totem informatici. Le vecchie audioguide da sole non bastano più: il business stimato intorno ai duecento milioni di dollari nei paesi Occidentali, infatti, è antico quanto il registratore a cassette su cui si basa. Adesso, ci sono gli iPod, utilizzati a Londra alla Tate Gallery ma anche a Parigi in molti musei: si seleziona dal display del riproduttore digitale l'opera davanti alla quale ci si trova e parte la spiegazione. E tra poco potrebbero arrivare anche i contenuti video. L'Italia, il più grande contenitore al mondo di arte e cultura, si difende innovando: dalla Basilicata, dove vengono proiettate su una montagna le immagini che raccontano la storia della rivolta del brigantaggio, alla Cappella degli Scrovegni in cuile postazioni multimediali consentono la visita virtuale. Al Museo del cinema di Torino la personalizzazione dell'esperienza del visitatore è resa sempre più ricca dalla creazione di video a richiesta, mentre nella vicina Svizzera, nel Parco Nazionale dell'Engadina, con palmari, reti senza fili e localizzatori Gps si possono lasciare a casa le mappe e percorrere decine di itinerari personalizzati. Una commissione internazionale lavora a un sistema analogo anche per il Parco delle Cinque Terre, al confine tra Toscana e Liguria. Arricchire con la realtà virtuale, però, non basta. Come spiega Giuliano Gaia, fondatore insieme a Stefania Boiano di Musei-it.net, la community di riferimento per chi studia e applica le nuove tecnologie in ambito museale, «quel che manca è una politica di comunicazione completa: il digitale è uno degli elementi di una strategia che deve essere più ampia. Purtroppo, spesso confondiamo lo strumento con il fine, che è quello di ricostruire il contesto in cui il bene o l'opera si trovavano». Multimediale e realtà aumentata come strumento per restituire la dimensione storica e culturale agli oggetti decontestualizzati. Ma attenzione, avverte Gaia, perché c'è un pericolo: «Le nuove tecnologie hanno una rapida obsolescenza e non c'è niente di più triste di un multimediale vecchio, che non ispira nessun gusto retro, ma solo povertà dell'istallazione». Il ponte ologrammi di Star Trek no: è un punto di arrivo del quale non si riesce a immaginare l'obsolescenza. ANTONIO DINI antonio.dinigmail.com
Impara l'arte e mettila sull'iPod
In Italia e nel mondo, i musei stanno utilizzando nuove tecnologie per offrire esperienze di visita più ricche e interattive ai visitatori. Ad esempio, a San Francisco, le audioguide sono state sostituite da localizzatori GPS e palmari che consentono di visitare i monumenti in modo personalizzato. Allo stesso modo, a Londra e Parigi, gli iPod sono stati utilizzati per offrire contenuti multimediali ai visitatori. In Italia, il Museo del cinema di Torino ha creato video a richiesta per personalizzare l'esperienza del visitatore, mentre nel Parco Nazionale dell'Engadina, in Svizzera, si utilizzano palmari e reti senza fili per offrire itinerari personalizzati. Tuttavia, secondo Giuliano Gaia, fondatore di Musei-it.
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