Primo. No ai maxiconcerti in piazza Duomo». Secondo. «Sì ad un quadro che copra il cantiere della facciata della cattedrale, no assolutamente ad ogni forma di pubblicità». Terzo. «Ordini e commercianti si facciano carico dei restauri della cattedrale». L'associazione Italia Nostra parte dall'antico: «Fin dal Medioevo ricorda il presidente Marco Parini erano le corporazioni a finanziare la costruzione delle chiese. Per questo abbiamo chiesto un incontro alla Veneranda Fabbrica: vogliamo proporre un tavolo permanente al quale invitare ordini professionali, Camera di Commercio, Unione del Commercio e sollecitare una loro attenzione concreta e costante a tutto quanto riguarda il Duomo». Parini è esplicito: «Adesso ci sono i restauri del portale principale. Siamo sicuri che i milanesi, in particolare i commercianti, non si tireranno indietro: le disponibilità ci sono, come s'era visto all'indomani dell'appello lanciato dalla Veneranda Fabbrica per il rifacimento delle gu-glie. Secondo noi, bisogna coordinarle». Marco Parini inorridisce, invece, all'idea del ricorso alle pubblicità: «Si offende lo spirito del monumento e della piazza. Piuttosto, se si vuole abbellire il telone che oggi copre la facciata, si pensi davvero alla riproduzione di un quadro o magari della facciata stessa». Anche perché, se proprio si vuole insistere sulle cose da sistemare, «c'è ancora il problema del cantiere sul lato destro del Duomo. Avrebbe dovuto essere provvisorio, ma è quel provvisorio-definitivo su cui bisogna intervenire in fretta». C'è inoltre la questione dell'utilizzo della piazza: «Capisco la volontà degli assessori comunali di rivitalizzare. Ma si usi il buon senso». Ad esempio? «Ad esempio i maxiconcerti sono una iattura». Milano si ritrova così con i suoi simboli impacchettati. Invisibili dietro ponteggi e transenne, per i lavori di ristrutturazione. È impacchettato il Duomo. Così come è impacchettata la Scala. Musica, concerti, immagini proiettate sulle impalcature della cattedrale di Milano dovrebbero servire a rivitalizzare la piazza. In attesa della conclusione dei lavori. Ma potrebbe essere anche l'occasione per decidere il futuro. Il Comune aveva dato la sua disponibilità. «In effetti quel telone che copre il cantiere non è il massimo. Se la Curia e la Sovrintendenza vogliono valutare qualche proposta, noi siamo pronti a fare la nostra parte», ha detto il vicesindaco, Riccardo De Corato. E la Veneranda Fabbrica del Duomo aveva aggiunto: «Bisognerebbe trovare un soggetto adeguato ha spiegato Benigno Morlin Visconti Castiglione che può essere soltanto di natura religiosa o spirituale». Il dibattito resta aperto.