Dall'idea al recente affidamento dell'incarico, con il sostegno della Soprintendenza Sarà realizzato a Genga nei prestigiosi locali di palazzo Fiumi-Sermattei GENGA Un museo per raccogliere opere d'arte di straordinario rilievo storico e artistico, contribuendo così anche allo sviluppo del turismo in una zona piuttosto ricca di cultura e di grandi tradizioni. Ci riferiamo al museo d'arte sacra in fase di realizzazione a Genga, una struttura che, dopo tante peripezie, potrebbe diventare realtà molto presto, magari già dalla primavera prossima. L'idea di raccogliere in un contenitore adeguato i numerosi capolavori per ora sistemati presso la chiesa di San Clemente, la più antica della cittadina, è stata dell'associazione culturale "La Genga", la quale già nel 2000 presentò all'amministrazione civica dell'epoca la proposta di realizzare un museo. L'interessamento fu immediato, ma nel concreto non si fece granchè. Il tempo è passato, ma "La Genga" ha continuato ad insistere, riuscendo a far comprendere la rilevanza della questione. E così adesso di concreto c'è molto, dal momento che è stato affidato l'incarico a un architetto, sono stati individuati i locali (si tratta, per la precisione, di alcune stanze di un'ala del prestigioso palazzo Fiumi-Sermattei, attuale sede sia del Comune che del Consorzio Frasassi) e la Soprintendenza ai Beni artistici di Urbino sostiene l'iniziativa. "In questa struttura spiegano con entusiasmo gli esponenti dell'associazione culturale 'La Genga' verrebbero accolte tutte le opere di arte sacra che un tempo erano sparse nelle varie chiese del territorio comunale gengarino e che adesso si trovano nella chiesa di San Clemente. Nel complesso, stiamo parlando di oltre 40 oggetti, alcuni dei quali da restaurare. Ci preme sottolineare che, fra i lavori che ospiteremo, figurano pure due opere di Antonio da Fabriano (il trittico e lo stendardo professionale), attualmente esposte alla mostra sul Gentile che si tiene a Fabriano. Per non parlare poi della Madonnina della bottega del Canova, di alcune tele dei secoli XVI e XVII, di materiale in argento assai pregevole. Due o tre stanze, inoltre, potrebbero essere dedicate a Papa Leone XII, noto come il Papa della Genga, di cui sono ancora conservati i paramenti sacri". Dopo tanta fatica, dunque, ora si intravede davvero la possibilità di dare vita a un museo in grande stile. Del resto, i soldi ci sono, grazie al finanziamento del Consorzio Frasassi, ed i locali pure, grazie all'intervento della giunta comunale. Naturalmente, le opere in questione sono di proprietà della Curia, con la quale il Consorzio sta mettendo a punto una convenzione per l'affidamento della gestione di questi capolavori. E così Genga può veramente sognare un futuro più consono alla sua storia e alle sue tradizioni. am.cam.