Immagini sacre o artistiche. Filmati o trompe-l'oeil. Magari persino con un marchietto, purché discreto e adeguato al luogo. Le proposte sono diverse, ma tutti sono d'accordo a «colorare» la facciata del Duomo. «E' ben accettodice il sindaco Albertini tutto quello che può essere utile per abbellire un'impalcatura grigia, che certo non è estetica, e, mi augurerei, per far pervenire alla Veneranda Fabbrica proventi che facilitino il compito di svolgere dignitosamente il restauro in corso». L'assessore ai Grandi Eventi Giovanni Bozzetti, in ogni caso, la pubblicità sulla cattedrale non la metterebbe. Preferisce rivolgere un appello ai privati: «Senza l'aiuto della società civile scandisce non sarà possibile perseguire l'obiettivo di ridare dignità alla piazza e ritrovare il decoro perduto, almeno per quanto riguarda la facciata». Bozzetti ricorda che gli sponsor per il megaschermo per proiettare la finale di Champions League si sono materializzati «in 30 secondi». «Mi piacerebbe che la città rispondesse anche adesso. Potrebbe rivelarsi accattivante, per un privato, l'idea di essere al fianco di Milano per riqualificare la cattedrale, che in questo momento ha perso un po' di appeal». L'assessore immagina di proiettare sulla facciata opere d'arte «per creare un museo a cielo aperto». «A Natale abbiamo proiettato immagini sacre e artisti-che ed è stato un successo sottolinea . Certo, il Comune non ha i soldi per finanziare una simile operazione: per 15 giorni di filmati avevamo speso circa 150 mila euro». Ed ecco la chiamata ai privati, che «potrebbero comparire con il logo sulle torri di proiezione, due strutture che dovrebbero essere progettate in modo da integrarsi con la piazza». E' fiducioso il presidente della commissione Arredo Urbano Gianfranco Lucini, di Forza Italia, che l'altro giorno ha lanciato l'idea di un trompe-1'oeil «che ripeta il profilo e il volto della facciata». Il consigliere ha lanciato l'invito agli operatori della pubblicità, convinto che «non vadano demonizzati come qualcuno della giunta continua a fare». «Si sono dichiarati molto interessati assicura Lucini. Ora faranno una valutazione. Ma un punto deve essere chiaro: qualunque progetto deve essere vagliato e approvato dall'arciprete e dalla Veneranda Fabbrica». La facciata del Duomo impacchettata per i restauri può diventare, secondo il capogruppo della Margherita Alberto Mattioli, «l'occasione per un evento di carattere culturale, artistico, religioso». Mattioli pensa a un «piccolo concorso artistico, perché recuperare la storia della cattedrale vuol dire anche recuperare una parte della storia della città». Per il consigliere, si potrebbero cercare e trovare «sponsor adeguati al luogo e alla struttura». «Sponsor disinteressati ipotizza come le fondazioni bancarie e culturali, che possono intervenire nel contesto di un progetto artistico». E se si riesce a realizzare un evento degno del nome, azzarda Mattioli, «si potrebbe promuovere una sorta di sottoscrizione tra i cittadini, lanciando una versione aggiornata dei Boc: non più buoni ordinari comunali, ma buone azioni cittadine». Emanuele Fianco, capogruppo Ds, concorda sul fatto che «un'opera proiettata, o anche un trompe-l'oeil, è meglio di una facciata grigia». Ma raccomanda: «Non si scenda nel banale». E mentre si dibatte per abbellire l'impalcatura del Duomo, destinata a restare ancora a lungo, il sindaco torna su un altro ponteggio discusso, quello dei caselli di Porta Venezia, per spiegare che non si esclude l'ipotesi di una transazione. La concessionaria pubblicitaria, la Chiara Associati, ha proposto per iscritto al Comune di risistemare piazza Oberdan (o di realizzare un'altra opera per 125 mila euro) in cambio di ulteriori sei mesi di esposizione. «I ponteggi si giustificano se i lavori sono in corso ha premesso ieri Albertini . Detto questo, in una fase di contenzioso, se c'è un ricorso in atto (i panificatori si sono rivolti al Tar, ndr), come sempre avviene si può anche transare per evitare la pronuncia della sentenza, spese legali, risarcimento danni e quant'altro. Esiste la transazione, l'abbiamo fatta per tante altre circostanze: non ci sono preclusioni astratte per non farla anche in questo caso, ma lo vedremo in fase successiva». Ma per l'agenzia Chiara Associati, se si vuole trovare l'accordo, «bisognerebbe farlo prima del 10 giugno, la data in cui secondo il Comune dovremmo togliere i teli».