EMERGE un altro pezzo della Sicilia paleocristiana, nel complesso delle catacombe di Villagrazia di Carini. Emerge dal delicato lavoro di bisturi, spazzolini e spugnature delle restauratrici, sotto forma di affreschi dai color ocra, rossi e verdi, ottenuti da terre naturali, che raffigurano i defunti, ma anche la Madonna e i Magi nell'atto di offrire i loro doni. I primi colori degli affreschi, le tracce di un volto di donna e le sagome delle mani e della tunica, i motivi floreali, con steli e roselline, e la teoria dei Magi, sono il risultato della settima campagna di scavi curata dal dipartimento dei Beni culturali dell'Università di Palermo, e diretta da Rosa Maria Carra, docente di archeologia cristiana. Nel grande cortile del baglio settecentesco, dove dal 2000 si scava una delle più vaste e interessanti necropoli paleocristiane della Sicilia occidentale, scoperta dal Salinas alla fine dell'Ottocento, continuano ad affiorare le sorprese. «L'area ipogeica qui è estremamente vasta spiega la Carraed è pertinente a un insediamento rurale, una comunità cristiana che tra IV e V secolo aveva posto qui il suo cimitero. Una realtà rimasta per troppo tempo poco conosciuta, anche perché il sito ha conosciuto infinite manomissioni. Una testimonianza importante dell'antico sito di Hykkara, che dopo l'età di Costantino divenne anche sede diocesana, come attesta la citazione dell'"ecclesia carinensis" nelle epistole di papa Gregorio magno». Mentre si scoprono nuove tombe, l'aspetto più interessante restano gli affreschi ai quali lavora Serena Bavastrelli con altre quattro restauratrici: l'anno scorso, in questo stesso periodo, era visibile solo un'immagine sopra l'arcosolio (tomba a parete sovrastata da un'archeggiatura) che conteneva le ossa di otto bambini, e raffigurava un cavallino con un bambino. Nella nuova campagna di scavi, che terminerà il 30 agosto, appaiono altre tre immagini affrescate, unico segno distintivo per alcuni cristiani che volevano e potevano permettersi di impreziosire così le loro tombe: su due ritorna la Madonna in trono e i Magi, e la figura della defunta, con gli orecchini e le mani in posizione di preghiera. E sulla terza sono visibili motivi floreali, con roselline rosse e steli, mentre il resto dell'arco è crollato. «Curiosamente, in un sito che però non era una grande città, ci troviamo di fronte a un cimitero urbano prosegue la professo-ressa Carra un complesso realizzato secondo il modello romano, organizzato e impreziosito da affreschi di cui in Sicilia restano pochi altri esempi».