L'accusa del procuratore: avevamo chiesto le telecamere LO SCEMPIO «era assolutamente evitabile. Bastava solamente un po' di cautela». È chiaro il procuratore capo del tribunale di Trani, Nicola Barbera. Sul tavolo del suo ufficio oggi arriverà l'informativa dei carabinieri nella quale si ricostruisce la notte di lunedì, quando i leoni del XIII secolo che fanno da ornamento alla Cattedrale sono stati sfregiati da un gruppo di vandali, forse travolti da una moto o forse colpiti con una spranga. «Faremo tutto il possibile per risalire agli autori di questo scempio - dice ora il procuratore - Ma tutto questo alla fine ce lo dovevamo aspettare: da tempo chiediamo vigilanza per questa piazza, dove c'è la Cattedrale e anche il tribunale. Il prefetto Tommaso Blonda presentò un'ingiunzione alla vecchia amministrazione, con la quale si obbligava il Comune a dotarsi di una video sorveglianza per l'area. Sono passati tre anni, e a oggi non c'è ancora niente». I carabinieri stanno indagando per il reato di danneggiamento aggravato. Ma non è escluso che la Procura possa istruire un'inchiesta parallela, indagando sull'omessa vigilanza dell'area. Al procuratore Barbera risponde subito il sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, a guida di una giunta di centrodestra: «A giorni - assicura - sarà predisposto un sistema di telecamere che riguarderà anche la Cattedrale di Trani». Dopo il carteggio tra Prefettura e comune dal2001 al 2003, a cui faceva riferimento Barbera, il Prefetto nei giorni scorsi ha appena dato il via libera al sistema di telesorveglianza proposto dal comune. I carabinieri della tenenza di Trani, insieme con i colleghi del Nucleo patrimonio artistico e del reparto operativo di Bari, stanno lavorando per cercare di identificare i vandali. Ieri, sino a tarda notte, sono state ascoltate una serie di persone, soprattutto giovani: l'obiettivo è capire se nella zona della Cattedrale sosta abitualmente un gruppo fisso o se il raid è da attribuirsi a qualche ubriaco di ritorno dai pub del lungomare. La chiesa romanica non è al centro della movida della città, ma in passato era stata oggetto di atti vandalici. Lo stesso leone sfregiato lunedì, sei anni fa era stato decapitato da ignoti bulli: la Soprintendenza aveva provveduto al restauro. Il punto di rottura - hanno verificato i tecnici - è però lo stesso, il mastice non ha tenuto. «Il problema - spiega uno degli operai che lavorano al restauro della Cattedrale - è il degrado: ogni mattina troviamo bottiglie di birre e damigiane di vino». «Il retro di uno tra i più belli monumenti di Puglia e d'Italia- attacca Michele Di Gregorio, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale - si è trasformato in un diurno, un bagno. Il problema della tutela dei nostri beni, e in particolare della Cattedrale, lo poniamo da mesi: ci sono state evidenti inadempienze dell'amministrazione». Un anno fa, sempre sulle scalinate che guidano verso il portale, spuntarono e disegni osceni. «La Soprintendenza - spiega don Savino Giannotti, vicario del vescovo - le ha pulite pochi giorni fa». Oltre alle telecamere esiste anche un problema di sorveglianza. Da qualche settimana la Cattedrale non è illuminata durante la notte. «Le luci - ammette don Savino - si spengono a mezzanotte. È un problema ai relais dell'Enel che si sta cercando di risolvere». La testa del leone è conservata all'interno della Cattedrale (chiusa per lavori da qualche mese, riaprirà il 31 per quattro giorni), in uno scatolone di cartone. Tra oggi e domani la Soprintendenza attiverà le procedure per il restauro: stanziati 20mila euro, ma ne serviranno altri. Ieri a vedere la statua sfregiata c'era la fila di turisti. Tra di loro anche due sposi: foto ricordo davanti allo scempio.