Continua la ricerca archeologica in piazza Viviani però ora scavano anche i nuovi padroni del palazzo Carotaggi verso via Nizza, ma non sono per il parcheggio Altri scavi attorno alle Poste centrali, non solo in piazza Viviani, dove sono in corso le ricerche archeologiche finanziate dalla società per il parcheggio sotterraneo, ma anche verso via Nizza. Di fronte all'ingresso carraio posteriore delle Poste è stata fatta una trivellazione fino a 20 metri di profondità, per portare in superficie «carote» di terreno. I sondaggi si sono conclusi in una giornata: un camion con lo slogan «baro» sul cruscotto ha portato via i campioni di terreno. «Noi non c'entriamo», dice Marco Ardielli, architetto progettista del parcheggio in piazza Viviani. «Il carotaggio dovrebbe essere un'iniziativa dei nuovi proprietari che hanno acquistato gli ultimi piani delle Poste centrali». I due piani superiori del palazzo sono stati venduti nel novembre 2005 dalle Poste all'immobiliare Bridge 2 di Bologna, che vuole realizzarvi un residence. Gli scavi sono in previsione di un altro parcheggio, stavolta nei sotterranei del palazzo, oltre a quello che 130 residenti in centro progettano sotto piazza Viviani? In questo caso, un ingresso da via Nizza dove sono stati fatti i carotaggi sarebbe difficile da realizzare: lì, infatti, si progetta di far entrare le auto dirette al parcheggio sotto piazza Viviani. Gli ulteriori scavi, inoltre, rischierebbero di rovinare il giardino: proprio per salvarne gli alberi monumentali il ministero ai Beni ambientali scongiurò il primo parcheggio, progettato proprio sotto l'area verde. C'è un precedente che va ricordato: qui c'era l'albero più grande di Verona, il colossale tiglio fotografato nella cartolina Franchini del primo Novecento che pubblichiamo, ringraziando il collezionista Silvano Morando. Alla fine degli anni Sessanta, raccontano i vecchi veronesi, furono fatti degli scavi per portare cavi alle Poste; le radici del tiglio ne soffrirono e l'albero morì. Intanto continuano gli scavi archeologici in piazza Viviani, che costeranno 2.000 euro a testa ai soci del parcheggio. Se si trovano reperti importanti, niente autorimessa sotterranea. Finora sono emerse le cantine del palazzo scaligero demolito negli anni Venti per fare le Poste. Che ne sarà? «Aspettiamo un giudizio della soprintendenza», dice Ardielli. Ora inizieranno gli scavi sull'altro lato della piazza, dove lo strato archeologico della città romana è tutto da esplorare. I lavori si possono osservare anche dall'alto: è stata montata la scala promessa che permette a tutti di salire sul punto di osservazione del cantiere. All'interno, sono esposti al pubblico i progetti per il parcheggio, mentre uno schermo mostra in successione le foto dello scavo archeologico in corso.
Poste, altri sondaggi sotterranei
In piazza Viviani, la ricerca archeologica continua con scavi anche verso via Nizza. I nuovi proprietari del palazzo Carotaggi hanno iniziato gli scavi per un parcheggio sotterraneo, ma non sono interessati a scoprire reperti archeologici. I lavori sono stati fatti con una trivellazione fino a 20 metri di profondità, ma non sono stati trovati reperti importanti. Gli scavi si sono conclusi con la rimozione dei campioni di terreno. I lavori sono stati finanziati dai soci del parcheggio e costeranno 2.000 euro a testa. La soprintendenza dovrà giudicare se gli scavi sono stati condotti in modo corretto.
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