La polemica sul Troian porta alla luce un documento che dichiara "di interesse archeologico" l'intero territorio e non solo l'area del Gruppo Padana Paese Paese è un comune completamente "vincolato" dal punto di vista archeologico. A stabilirlo è stata la Soprintendenza ai Beni archeologici del Veneto durante una lunga corrispondenza con l'amministrazione comunale e con alcuni cittadini che vivono nelle vicinanze delle serre del Gruppo Padana, nella zona del Troian. Erano stati proprio questi cittadini a segnalare che i lavori di ampliamento del Gruppo Padana potevano comportare alcuni rischi di far sparire testimonianze preziose dell'antichità, di quando l'area faceva parte della centuriazione romana. Era l'autunno dell'anno scorso e, da allora, cominciò un fitto scambio di lettere, che ebbe il culmine il 10 febbraio scorso quando la Soprintendenza scrisse al Comune, a proposito del Pat (Piano di assetto del territorio): "Per quanto attiene il Pat, si ribadisce (...) che, oltre alla presenza della via Postumia e di luoghi che hanno restituito testimonianze antiche (...), l'intero territorio comunale è di interesse archeologico, perché faceva parte dell'agro centuriato del municipium di Tarvisium". Il sindaco Valerio Mardegan e l'amministrazione hanno subito colto il "pericolo" di quelle righe, ossia che qualsiasi piano di sviluppo del territorio di Paese dovesse essere sottoposto alla preventiva autorizzazione della Soprintendenza, dal momento che in dicembre era stata proprio la Soprintendenza a chiedere all'amministrazione di "voler segnalare in futuro qualsiasi lavoro che preveda manomissione dell'attuale livello di campagna anche a profondità minime". Quella che all'inizio era una diatriba che riguardava soltanto l'area del Gruppo Padana si sarebbe potuta trasformare in una bomba in grado di ritardare l'approvazione di qualsiasi progetto. I colloqui fra Comune e Soprintendenza hanno prodotto alla fine un risultato, che da una parte ha sbloccato i lavori edilizi del Gruppo Padana e dall'altro ha eliminato il pericolo che incombeva sull'intero Comune. Scrive il sindaco al Gruppo Padana il 24 aprile: "Condividendo che quanto richiesto dalla Soprintendenza non è di facile applicazione per l'intero territorio comunale, ritengo opportuno che una più puntuale definizione del problema avvenga in sede di redazione ed approvazione del Pat". Il "vincolo" della Soprintendenza rimane ma il problema per l'amministrazione è quantomeno rinviato.