L'ultimo episodio nel maggio 2005: furono decapitate alcune opere collocate nei viali In molti ipotizzano che il gesto non sia stato compiuto da semplici teppisti ROSELLI, Masi e Ceccarini. A molti questi cognomi non diranno nulla. Questi tre signori, però, sono eroi del Risorgimento italiano. Tre ufficiali garibaldini che hanno sacrificato la loro vita per difendere un ideale. Dei simboli, quindi, della nostra storia che meritano non solo di essere ricordati ma anche di essere rispettati. Purtroppo non tutti la pensano allo stesso modo. Costoro sono i vandali che nella notte di lunedì hanno nuovamente danneggiato e oltraggiato i busti di questi tre eroi garibaldini. Abbiamo detto nuovamente. Nel maggio del 2005, infatti, i busti dei tre ufficiali erano stati oggetto di atti vandalici. Anche all'ora i mezzobusti furono decapitati, anche se in giorni diversi, e come ieri le loro teste furono rubate. Inizialmente gli investigatori pensarono ad un gesto compiuto da qualche bullo. Un atto vandalico frutto forse della noia e certamente di un'assenza di rispetto per dei monumenti che rappresentano una parte della storia della città. Un'ipotesi che durò però poco. I carabinieri del Comando tutela del patrimonio culturale di Roma, infatti, dopo una serie di controlli riuscirono a recuperare la refurtiva a Civitavecchia, dove un gruppo di ricettatori stava cercando di vendere le teste dei tre garibaldini. Il perché del gesto vandalico, ma a questo punto si può pensare che alla base dell'atto ci siano altre motivazioni, è giustificabile solo in un modo: il valore storico ma anche artisto delle opere. I busti raffiguranti i tre eroi risorgimentali, infatti, sono stati realizzati da alcuni tra i più noti scultori italiani nell'ultimo decennio dell'ottocento. Le teste in marmo bianco raffiguranti il maggiore Ceccarini e il generale Masi sono state realizzate da Giuseppe Trabacchi, mentre quella del generale Roselli è stata creata da Pietro Benedetti. "Il fatto che il furto si sia ripetuto - hanno commentato i vigili urbani del I gruppo - ci fa ipotizzare che dietro a questo atto non ci sia un gruppo di teppisti. Se fosse stato così avremmo ritrovato le teste dei busti, ma non avendo ritrovato nulla questa rimane l'ipotesi più accreditata. Comunque -concludono i vigili- ci auguriamo che anche questa volta si riesca a restituire alla cittadinanza, ma anche ai tanti turisti che vengono a passeggiare al Gianicolo per gustarsi il panorama, questi monumenti nella loro integrità".