Denunciato dai carabinieri un operaio di Ala dei Sardi OZIERI. Nel suo ovile sono stati trovati reperti archeologici e munizioni, per questo un operaio di Alà dei Sardi di 41 anni è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Ozieri. I militari, guidati dal capitano Andrea Pagliaro, gli hanno contestato i reati di ricettazione, possesso illecito di beni culturali e di munizioni. L'operazione, portata a compimento con la preziosa collaborazione degli specialisti del Nucleo tutela del patrimonio culturale dell'Arma, diretto dal capitano Gianfilippo Manconi, è scattata nelle campagne tra Ozieri e Tuia. I militari hanno effettuato, in particolare, la perquisizione nell'ovile dell'operaio di Alà dei Sardi, dove sono stati trovati 34 reperti archeogici di epoca nuragica, tra cui monete romane, macine di terra cotta e diversi oggetti in bronzo (anche parte di una navicella). Nel corso della perquisizione, sono stati recuperati anche due metal detector (strumenti preziosi utilizzati dai «tombaroli» per la ricerca dei reperti). L'indagine dei carabinieri della compagnia di Ozieri è ancora in corso e procede in due direzioni. La prima riguarda, appunto, i reperti archeologici: i «predatori» risultano sempre particolarmente attivi in questo settore e i ricettatori procedono ormai come dei yeri professionisti, con tanto di cataloghi che illustrano i materiali da collocare sul mercato clandestino (quasi sempre nella penisola ma anche all'estero). La seconda è riferita alle munizioni. L'operaio denunciato dai carabinieri non risulta titolare di porto d'armi e le munizioni di vario calibro scoperte nell'ovile potrebbero portare ad aprire un altro filone investigativo. Gli accertamenti sono ancora in pieno svolgimento, anche per accertare la provenienza dei reperti di epoca nuragica e stabilire se provengono da un «giacimento» già censito in quel territorio o se, invece, sono stati recuperati in altre zone e custoditi temporaneamente nell'ovile tra Ozieri e Tuia in attesa di essere venduti, n ritrovamento di strumenti utilizzati per l'attività di ricerca e scavo conferma, purtroppo, l'esistenza in molte aree dell'isola (anche nel Goceano) di cacciatori di reperti.