La gestione dei beni culturali da parte delle amministrazioni di sinistra. Un esempio che la dice lunga. Potremmo intitolare questo "capitolo" con le seguenti parole: «II degrado dei beni culturali nei comuni di sinistra, San Lorenzo del Vallo in provincia di Cosenza». Allora. In un piccolo paese della Calabria cosentina c'è un castello che ha vissuto diverse vicissitudini. Nel 1978 è stato definito patrimonio storico. Finanziamenti pubblici sono stati utilizzati. Ma i lavori effettuati hanno mostrato una chiara precarietà nel restauro. Nel degrado più completo nei decenni passati. Abbandonato al suo destino nel nostro presente. Ora di proprietà comunale. Ma anche quando non era direttamente di proprietà municipale il ruolo dell'Ente ha sempre giocato una partita importante. In negativo. Le giunte che si sono susseguite nel corso di questi decenni hanno avuto un sola targa politica: prima comunista, poi post, ora Ds, sinistra varia. I sindaci sono cambiati ma i colori politici sempre gli stessi Persino cosiddetti uomini culturalizzati hanno gestito l'amministrazione comunale ma i risultati sempre gli stessi Non c'è mai stata una politica per salvaguardare il bene patrimoniale. È uno scandalo che il castello sia stato abbandonato. Se non fosse per qualche manifestazione organizzata da una associazione culturale resterebbe completamente nella tragica solitudine. Un paese solo che ha dimenticato persino i ricordi. Un esempio di come la sinistra gestisce i beni culturali Perché di sinistra si tratta Perché la sinistra qui ha testimoniato un percorso di continuità e in questo percorso ha campeggiato l'abbandono e il degrado. Solo per questo credo che un sindaco dovrebbe tirare i remi in barca. Ma non solo l'attuale sindaco. Anche i precedenti non dovrebbero più affacciarsi sui palchetti o balconi e parlare di patrimonio storico. Dovrebbero starsene in religioso silenzio. E sindaci se ne sono alternati in questo paese della Calabria cosentina. Ma per fare cosa? Ricordo una polemica con un sindaco che gestiva la cosa pubblica nel 1990. Una polemica costruttiva proprio sul "bel" castello in degrado. Apriti cielo. Avevamo toccato la piaga. Scintille. Un sindaco comunista che non accettava le critiche eppure si riteneva "intellettualmente" democratico. Ma sappiamo cosa è democrazia per i comunisti o per gli ex o per i post E ora? Fiducia a chi. Tutti uguali O si ha sensibilità verso la cultura o non la si ha Abbiamo scoperto l'acqua calda alla corte del Re nudo. Intanto il castello langue. Polemiche sopra polemiche si susseguono. Non ci interessano le polemiche d'altro campo. A noi interessa il bene di una comunità che si vede privata dal sua struttura storica. Cari ex compagni, non si tratta di un palazzotto ma di una struttura che recita memoria, i cui segni sono attraversamenti di civiltà. Intorno al castello si sarebbe potuto realizzare un serio progetto di politica culturale, ma occorreva (e occorre) recuperarlo, salvaguardarlo, valorizzarlo. Occorrerebbe dare un segno tangibile al valore del bene. L'esempio che si sottolinea è la mancata valorizzazione del castello di San Lorenzo del Vallo, in provincia di Cosenza, già sede di forti polemiche negli anni passati Infatti alcuni anni fa, sollevai la questione dell'abbandono del castello di San Lorenzo del Vallo e il cattivo uso di una applicazione restaurativa, ma ciò che venne alla luce fu la mancanza di sensibilità da parte degli organismi locali nei confronti del patrimonio storico. La insensibilità da parte degli Enti Locali danneggia non solo il castello ma tutto il territorio. L'Amministrazione comunale di San Lorenzo del Vallo dovrebbe farsi carico di un modello progettuale per restituire il castello alla comunità. Ci sono forti responsabilità degli amministratori che sono insensibili nel creare una politica culturale intorno ad una struttura che riveste, per il territorio, una importanza significativa È' da tempo che gli amministratori, e mi riferisco non solo all'attuale Giunta, sono privi di idee in merito all'utilizzo del castello. E' un peccato perché potrebbero crearsi stimoli non solo culturali ma anche sociali Ma è anche un cattivo esempio di come non vanno gestiti i beni culturali. Un esempio, insomma, in negativo. Ho preso come esempio un paese che ha una sua antica tradizione sia dal punto di vista antropologico che archeologico. Infatti, storia e raccordi archeologici sono alla base delle radici e dei codici identitari di un paese che rientrava nell'antica Chora della Magna Grecia Forse ci si è dimenticati della Magna Grecia e del periodo medievale . Ho sempre sostenuto l'importanza di dare consapevolezza a un dialogo stretto tra le identità greche e quelle romane e le epoche e le civiltà successive. Ci sono, soprattutto nel territorio meridionale, rigurgiti arabi con i quali tuttora occorrerebbe fare i conti. Il castello sembra raccogliere, attraverso le sue forme e quelle incisioni storiche, tutti quegli elementi che hanno condensato un viaggio all'interno di un mosaico di civiltà. I modelli archeologici, l'epoca tardo medioevale, l'età Arbereshe, la partecipazione ai documenti illuministi e risorgimentali costituiscono quell'assetto del territorio non solo in termini urbanistici ma anche profondamente culturali San Lorenzo del Vallo è un paese che perde costantemente pezzi di radici e li perde proprio perché quel poco di patrimonio storico non viene difeso a sufficienza ed è un esempio che si tramanda alle nuove generazioni, le quali, invece, devono certamente avere rispetto della storia, del territorio e delle testimonianze che vivono sul territorio stesso. Dalla non conservazione al degrado il passo è breve. Bisogna stare molto attenti Facciamo in modo di ridiscutere la questione dei beni culturali ma ripartendo da esempi precisi San Lorenzo del Vallo è un esempio in negativo. Punto. Il resto: vi invito a visitare questo bel castello, cari lettori e a leggerne i tratti storici ma anche quelli politici Ovvero quelli ideologici. Come la sinistra ha tutelato e valorizzato il castello di San Lorenzo del Vallo, in provincia di Cosenza