CASTELLEONE DI SUASA Cinque milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture per il sito archeologico, che in parte serviranno a spostare a valle la strada che passa sopra l'antica via romana. Intanto è terminata la campagna di scavi, condotta dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche a cura del Consorzio città Romana di Suasa. Il presidente Domenico Guerra, ringraziando durante la cerimonia tutti gli intervenuti e gli studenti che hanno lavorato agli scavi, ha ricordato l'importanza che riveste il parco archeologico di Suasa per tutto il territorio ed ha formulato l'auspicio di una sempre maggiore valorizzazione. Una valorizzazione che passa anche attraverso scelte difficili come quella di riportare alla luce la strada romana. "L'importanza di questo sito archeologico è enorme dichiara il sindaco Giovanni Biagetti - lo dimostrano anche i cospicui finanziamenti che riesce ad ottenere. Considero spostare la strada e riportare alla luce la via romana, una priorità, per il bene e la crescita di tutto il territorio, sempre nel rispetto delle esigenze di tutti i cittadini". Dello stesso parere il professore Quiri della Soprintendenza, il professore De Maria ed il professore Dall'Aglio intervenuti alla manifestazione. La strada romana darebbe armonia e unicità a tutto il sito archeologico oggi diviso dalla strada asfaltata: da una parte il foro e dall'altra la Domus, e l'anfiteatro. Il progetto complessivo di valorizzazione del sito archeologico di Suasa ha ottenuto un finanziamento di circa 5 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture, la prima tranche ammonta a 400.000 euro. Annunciata la riapertura entro l'anno del museo di San Lorenzo, museo del territorio che torna ad affiancare quello di Castelleone di Suasa e la chiusura degli scavi a Madonna del Piano prevista per mercoledì alle ore 18. Il professore De Maria ha posto infine l'attenzione sul problema della scarsità di risorse e sulla necessità di manutenzione continua del sito archeologico, ipotizzando di dare la priorità a quest'ultimo aspetto nei prossimi anni. E' seguita la visita guidata agli scavi e la relazione sui risultati della campagna. Due i settori interessati: la grande area occupata dalla piazza del foro e il giardino della dimora signorile nota come Domus dei Coiedii, dal nome della famiglia proprietaria. Gli scavi del foro, il cui impianto risale alla prima imperiale, hanno recentemente riportato in luce alcune strutture anteriori di carattere sacro risalenti all'epoca repubblicana. Si tratta di due edifici a probabile vocazione sacra, e di un altro vasto ambiente, di cui non si conosce con esattezza la funzione, pavimentato con mattonelle romboidali. Per quanto riguarda la Domus dei Coiedii, in gran parte già scavata e visitabile, sono stati individuati i resti del probabile ninfeo, crollato all'interno di una grande piscina pavimentata in cocciopesto. Proprio all'interno di questo crollo di macerie, successivamente spianato quando la vasca non fu più tenuta in funzione per il cambiamento di uso, è stata rinvenuta una statua maschile in marmo che rappresenta uno dei rinvenimenti più interessanti delle ultime ricerche.