HANNO raccolto gli antichi mattoni che non s'erano sbriciolati nel crollo del 2001, come avevano fatto i restauratori della Basilica d'Assisi con i frammenti degli affreschi della volta venuta giù col terremoto. E li hanno affiancati a nuovi mattoni, fatti fare però a mano da un mastro di Caserta che ha seguito i principi dei muratori dell'imperatore. Così ora le Mura Aureliane tornano ad avere quella linea continua che il crollo di cinque anni fa aveva infranto, mettendo in evidenza le debolezze strutturali di questo monumento di Roma antica e moderna: infatti, il cedimento tra porta San Sebastiano e il cinquecentesco bastione Ardeatino ha riguardato un tratto rifatto nel '600 impiegando i mattoni originari. Ora che, al costo di un milione e 654mi1a euro, sono stati ultimati i lavori sui 400 metri di struttura muraria crollata (ed è stato recuperato lo stemma del XVI secolo di papa Paolo III, inserito nel bastione Ardeatino), riapre il camminamento dove un tempo s'aggiravano le ronde a guardia della città. Che è poi una delle attrattive di quel gioiellino che è il Museo delle Mura, in via di Porta San Sebastiano, dove ieri sono stati presentati i restauri. «Abbiamo eseguito i lavori in due fasi, nel 2002 e nel 2004, sfruttando i finanziamenti della legge Roma Capitale» hadetto Gianni Borgna, assessore alla Cultura. Ma cinque anni non sono troppi? «No, perché si è trattato di lavori complessi, fatti a regola d'arte, che hanno richiesto tempo e fatica» ha spiegato Borgna. «Ora Roma riacquista questo punto di vista, spiazzante e straordinario, sulla campagna e sulla città». E si riappropria di uno spazio i camminamenti e le torri che può ospitare anche mostre, come accadde 23 anni fa con "Avanguardie e Transavanguardie" curata da Achille Bonito Oliva. «Roma è una signora molto anziana, delicata, che ha bisogno di cure continue» ha detto Walter Veltroni. «E noi continueremo a dargliele per garantire un futuro a questa meravigliosa parte di passato» ha aggiunto il sindaco. Che poi ha annunciato: «Bisogna andare avanti con lo sfratto degli ultimi, pochissimi inquilini ancora presenti e con i restauri che rendano fruibili altre parti dei 12 chilometri di mura superstiti». Il perimetro originario era di circa 19 chilometri. Fu edificato tra il 270 e il 275 d.C, per volere dell'imperatore Aureliano. E subì molti rifacimenti, già a partire dagli inizi del V secolo, sotto Onorio. «Porteremo avanti il restauro e il consolidamento sugli altri tratti, in particolare da porta San Sebastiano a porta Metronia, e sul Muro Torto vicino via Campania», ha annunciato il sovrintendente ai Beni culturali, Eugenio La Rocca. «Il muro crollato è stato messo in sicurezza con otto catene d'acciaio e con l'inserimento, nella messa in opera, di alcuni mattoni in diagonale» ha sottolineato il direttore del settore Ediliza monumentale del Comune, l'architetta Lucia Funari, affiancata dagli architetti Laura Sannibale e da Massimo Lucherini (progettista e direttore dei lavori). «Nell'impasto dei mattoni all'antica, siamo riusciti a ricreare il colore di quelli originari, così che l'occhio ricostruirà l'integrità del monumento, anche se sarà ancora possibile distinguere il nuovo dall'antico».