Più di 250.000 euro stanziati ma ancora niente restauri. Ed è passato oltre un anno. I paradossi non mancano. Infatti, se da una parte gli oratori gallipolini che hanno bisogno di restauri e quindi di soldi stanziati ad hoc, sollecitano fananziamenti ad hoc per poter sopravvivere, dall'altra, non si capisce come, laddove invece i soldi esistono nulla si muove e i lavori non vengono avviati. È il caso dell'oratorio della Santissima Trinità e delle Anime del Purgatorio con un finanziamento disponibile di ben 255.000 euro. Il punto è che la Sovrintendenza che dovrebbe occuparsi dei lavori non si mette ancora in moto. Mistero. La lettera, del ministero per i Beni e le attività Culturali, firmata da Rocco Buttiglione, è datata 15 giugno 2005; il ministro con quella missiva rispondeva al priore della confraternita, la professoressa Teta Piccolo, comunicando il finanziamento a seguito di un progetto di restauro messo a punto dall' architetto della confraternita Simonetta Previtero. «In riferimento a quanto da lei rappresentato - si legge nella lettera - e in merito al restauro della Chiesa della Confraternita delle Anime Sante del Purgatorio e di Santa Chiara in Gallipoli, ho il piacere di comunicarle che è stato predisposto per ciascun intervento un finanziamento di 255.000 euro». Per la Chiesa di Santa Chiara i restauri sono già partiti da tempo. Nulla di fatto, invece, per la chiesa dlele Anime. Da allora tutto tace, malgrado il forte bisogno di quella chiesa che presenta grossi problemi strutturali. Una chiesa voluta dai nobili di Gallipoli ed edificata nel 1664. Fu il priore Carlo Rocci, infatti, così come si legge in un testo dello studioso gallipollino Elio Pindinelli, a donare alla confraternita, dopo averlo comprato "da tal maestro Lettere Marchin", un giardino su cui doveva sorgere l'oratorio e la chiesa venne poi edificata con la pratica della "cerca" delle elemosine in ogni primo lunedì di mese. E sempre con le elemosine fu fatto dipingere da Giovan Andrea Coppola il quadro delle Anime, che venne collocato nel 1642, nella navata sinistra della Cattedrale sul secondo altare. La chiesa delle Anime che ha una facciata priva di elementi decorativi con un interno luminoso, definito da decorazioni a stucco, evidenzia le cromie dei dipinti di Libraio Riccio, che fu prete e pittore allo stesso tempo.