«Ma quale restauro d'obelisco rinviato! Il ponteggio che un mese fa doveva essere tolto è ancora lì. Andate un pò a vedere a Trinità dei Monti...». La voce del lettore, il signor Marco P., non è neanche troppo indignata. Segnala l'incongruenza. Palese, evidente, manifesta che più non si può. Un obelisco come il «Sallustiano», alto 14 metri sopra la famosa scalinata, che continua ad essere ingabbiato in un inutile quanto grottesco ponteggio per un intervento che non esiste. Doveva essere liberato dall'impalcatura, ma l'impalcatura è ancora lì. E non si sa bene con chi ce l'abbi adi più il nostro lettore. Se con la stampa, in questo caso "Il corriere della Sera", che il 13 giugno h atitolato: "Obelisco di Trinità di Monti, restauro rinviato", spiegando nel sottotitolo: "Summit dei sovrintendenti per evitare interventi in contemoporanea, ora il ponteggio sarà rimosso". oppure se più correttamente esprime il proprio disappunto verso chi ha promesso interventi che poi non sono stati fatti. Riassunto delle puntate precedenti. Poco dopo la metà di aprile , proprio mentre sta iniziando lo smantellamento dell'annoso ponteggio sulla facciata della chiesa di Trinità dei Monti per l'avvenuto restauro, un imponente traliccio comincia ad essere allestito intorno all'obelisco antistante, il "Sallustiano". Per la pubblicità che da mesi e mesi incombe sul cuore della città, utilizzando la sommità della scalinata, sembra l'ideale passaggio di consegne: chiude un cantiere, se ne inaugura un altro opportunamente collocato nella stessa postazione. L'intervento sull'obelisco "Sallustiano" non appare particolarmente urgente, si tratta di un monitoraggio e di un eventuale restauro, c'è addirittura chi come l'ex sovrintendente archeologico Adriano La Regina grida allo scandalo dicendo che in realtà questi ingabbiamenti rispondono solo a ragioni commerciali: «Gli obelischi godono tutti buona salute», tuona La Regina. In effetti appare piuttosto singolare il fatto che nello stesso momento i principali obellschi di Roma, da quello già ingabbiato a piazza del Popolo all'altro di San Giovanni in Laterano, appaiono colpiti dalla stessa febbre di restauro. Per farla breve, la protesta sull'ingabbiamento degli obelischi romani atterra in un vertice dei sovrintendenti che a inizio giugno decide di evitare per il futuro concomitanze d'intervento di questo genere. Il summit dà anche mandato al Sovrintendente regionale Luciano Marchetti (gli altri presenti sono il Sovrintendente architettonico di Roma, Maurizio Galletti, quello archeologico di Roma, Angelo Bottini, e il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca) di notificare con una lettera il rinvio del restauro con la conseguente liberazione dell'obelisco «Sallustiano». «Io la lettera l'ho fatta - spiega ora Luciano Marchetti -. Ho scritto alla Sovrintendenza di stato e a quella comunale perché fosse sospesa l'autorizzazione e rinviato l'intervento a settembre. Ero convinto che avessero provveduto a far smontare tutto...». Così però non è stato. Sul fronte delle sovrintendenze si registrano reazioni imbarazzate, come se non si sapesse bene a chi dovesse spettare la rimozione effettiva del corposo manufatto che è li inutile come non mal, privo di autorizzazioni reali (o almeno con autorizzazioni revocate), soprattutto privo di operai e restauratori.
Trinità dei Monti, obelisco ancora incartato
Il ponteggio che doveva essere tolto dall'obelisco Sallustiano a Trinità dei Monti è ancora lì. Il restauro dell'obelisco è stato rinviato e non si sa chi sia responsabile. Il sovrintendente regionale Luciano Marchetti ha scritto una lettera per sospendere l'autorizzazione e rinviare l'intervento a settembre. Le sovrintendenze si sono rese imbarazzate e non si sa chi sia responsabile della rimozione dell'obelisco. L'obelisco è stato ingabbiato in un ponteggio per un intervento che non esiste. Il sovrintendente archeologico Adriano La Regina ha criticato le ragioni commerciali dietro l'ingabbiamento degli obelischi.
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