Da retrobottega di piazza Castello a giardino archeologico immerso nel verde. La trasformazione della zona delle Porte Palatine è arrivata ad un primo punto fermo: dopo diciotto mesi di lavori e quasi 5 milioni di euro investiti, il cuore romano di Torino è tornato a disposizione dei cittadini. Per la sistemazione definitiva mancano ancora il sottopassaggio, esistente ma non ancora attivo, che dovrà congiungere le Porte Palatine con il Teatro Romano, e il passaggio pedonale su via XX settembre. Entro il 2011 sarà pronto anche il museo di antichità nella nuova sede di Palazzo Reale, che nei progetti della Soprintendenza e del Comune sarà dedicato in particolare ai reperti rinvenuti in città. «Nel programma della prima giunta Chiamparino, le due priorità erano, la costituzione di una fondazione per il Museo Egizio e la riqualificazione dell'area delle Porte Palatine: con questo intervento possiamo dire di averle raggiunte entrambe», dice soddisfatto Fiorenzo Alfieri. E Maria Grazia Sestero aggiunge: «E la conclusione di una serie di operazioni partite già nel 1995, con la pedonalizzazione di via XX Settembre e via Milano e la sistemazione della piazza tra il Duomo e il palazzo dei lavori pubblici». I lavori sono stati coordinati dall'architetto Aimaro Oreglio d'Isola, che nel 2002 aveva vinto il bando comunale: «Abbiamo voluto lasciare alla città non l'ennesima opera architettonica, ma un prato. Il senso del restauro è stato quello di costruire un luogo ameno, non grigio, e uno spazio del silenzio in mezzo al caos urbano». Così al posto della strada in asfalto su cui passavano macchine e furgoni, sorge una via lastricata a «opus incertum», con lose di pietra e ciuffi d'erba che restituiscono un gusto antico: da lì, si arriva fin sotto la Porta romana che, dopo essere stata per anni off limits, si può di nuovo attraversare a piedi. A fianco, dehors e tavolini hanno preso il posto dei parcheggi selvaggi. Sul lato, un grande prato verde chiuso da una cancellata di ferro battuto e colonne, che di notte si illuminano, si estende fino a via XX settembre, con filari di carpini. In fondo, un bastion in muratura ricalca l'antico tracciato delle fortifi cazioni barocche e crea un leggero pendio: sulla cima, un percorso di ronda costeggiato da tigli, che dà su corso Regina Margherita e sul mercato di Porta Palazzo, crea un simulacro dei camminamenti lungo le mura di città tipo Lucca o Ferrara. Il bastione scende a picco su delle fontane, che ricordano i fossati dei forti medioevali, e su un prato che arriva fino al corso: da qui si accede a 90 posti auto, riservati in gran parte agli operatori del mercato. Sotto il bastione è stato ricavato infatti un parcheggio, che sbuca in mezzo al parco grazie a un cerchio a cielo aperto che crea un pozzo di luce con una scala che risale in superficie. Il parco recintato sarà aperto d'estate fino alle 23 e d'inverno fino alle 20, grazie all'aiuto dell'hotel «Nh», che collabora alla gestione. La ristrutturazione dell'area ha però sollevato qualche critica, in merito soprattutto al bastione e alle colonne considerate «posticce»: «Ogni grande opera porta con sé tanti apprezzamenti e qualche polemica: è sempre così», conclude Isola.