Costruire un modello di riferimento per le biblioteche digitali. E' l'obiettivo di Delos, il network europeo d'eccellenza in tema di biblioteche digitali cofinanziato dalla Commissione Ue nell'ambito dell'Information Society Technologies Programme. Quello che si cerca di realizzare è un modello di sviluppo di un sistema di informazione europeo aperto, accessibile e condivisibile. Delos è partito il primo giugno 2004 e si concluderà a fine 2007. Coinvolge 60 biblioteche, istituti di ricerca e università, che hanno il compito di promuovere e integrare le tecnologie e la ricerca per la digitalizzazione del patrimonio culturale conservato nelle biblioteche di tutta Europa. La Commissione ha stanziato per questo progetto sei milioni di euro. Spiega Yannis Ioannidis, del board scientifico di Delos: «II progetto ha più campi d'azione e gestisce un numero elevato di attività, che vanno coordinate e integrate. Quella delle biblioteche digitali è un'idea nata 15 anni fa, perché già all'epoca era chiaro quanto fosse importante condividere le informazioni e l'esperienza. Rendere la cultura accessibile a tutti è la chiave del progresso. Il nostro impegno è riuscire a coordinare e integrare tutte le attività di ricerca europee». Un altro obiettivo della digitalizzazione delle biblioteche è la conservazione e la tutela del patrimonio culturale, preservandolo dai danni del tempo. C'è anche il problema del copyright, che rischia di rallentare i lavori: «È la prima questione da risolvere», dice Ioannidis «Abbiamo creato dei piccoli sottogruppi di lavoro specializzati, in cui esperti e tecnici si incontreranno nei prossimi mesi per risolvere le criticità. L'obiettivo è creare un prototipo di biblioteca digitale, in modo che le biblioteche tradizionali europee che decidano di aderire al progetto abbiano in mano qualcosa di concreto, di vero, un esempio non virtuale cui far riferimento». Un compito cui assolverà Delos sarà la cosiddetta dissemination, far conoscere cioè a biblioteche, musei, università, enti di ricerca l'importanza del progetto e le sue finalità. «L'importante è lavorare a livello globale, non con le singole biblioteche ma con le organizzazioni come il Council European National Library e il The European Library, che hanno poteri di coordinamento. Un'attività che affiancheremo a un'azione di sostegno alla Commissione nella divulgazione delle direttive in questo campo. Occorre accelerare i processi, specialmente ora che le biblioteche non sono solo archivi di libri ma anche di tanti contenuti digitali, non disponibili in forma cartacea. È finita l'era delle biblioteche tradizionali, è iniziata quella dell'esperienza condivisa».