ROMA - Ci si arrabbia quando i numeri non escono, un po' meno quando si scopre che una parte dei soldi perduti è servita per conservare bella la nostra Italia. L'iniziativa di finanziare il mondo dell'arte con parte dei proventi del gioco del Lotto si è concretizzata nel 1997 contemporaneamente all'introduzione della seconda estrazione infrasettimanale. Lo scopo era ed è quello di riparare i capolavori architettonici ed artistici dagli affronti del tempo, dell'incuria e delle catastrofi naturali. Gli interventi sono stati tanti, così come i fondi stanziati e hanno interessato tutte le regioni italiane. Da ricordare, il restauro del Duomo di Pavia, i lavori nella cattedrale di Arezzo, la risistemazione dei giardini del Boboli a Firenze, la Domus Aurea a Roma, l'Arco di Traiano a Benevento, l'Albergo dei poveri a Napoli, il campanile della cattedrale di Agrigento, la Pinacoteca di Sassari. Molti interventi poi, forse meno vistosi ma ugualmente significativi, riguardarono il tessuto "interno" del patrimonio artistico italiano: adeguamenti funzionali, catalogazioni digitalizzate, lavori di consolidamento, abbattimento delle barriere architettoniche ed altro.
E la Bella Italia ci guadagna
ROMA - Ci si arrabbia quando i numeri non escono, un po' meno quando si scopre che una parte dei soldi perduti è servita per conservare bella la nostra Italia. L'iniziativa di finanziare il mondo dell'arte con parte dei proventi del gioco del Lotto si è concretizzata nel 1997 contemporaneamente all'introduzione della seconda estrazione infrasettimanale. Lo scopo era ed è quello di riparare i capolavori architettonici ed artistici dagli affronti del tempo, dell'incuria e delle catastrofi naturali. Gli interventi sono stati tanti, così come i fondi stanziati e hanno interessato tutte le regioni italiane. Da ricordare, il restauro del Duomo di Pavia, i lavori nella cattedrale di Arezzo, la risistemazione dei giardini del Boboli a Firenze, la Domus Aurea a Roma, l'Arco di Traiano a Benevento, l'Albergo dei poveri a Napoli, il campanile della cattedrale di Agrigento, la Pinacoteca di Sassari. Molti interventi poi, forse meno vistosi ma ugualmente significativi, riguardarono il tessuto "interno" del patrimonio artistico italiano: adeguamenti funzionali, catalogazioni digitalizzate, lavori di consolidamento, abbattimento delle barriere architettoniche ed altro.
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