Il problema delle crepe monitorato subito, probabilmente già dalla settimana prossima. E poi la necessità di un'indagine conoscitiva approfondita, volta a determinare le cause dei problemi dell'abbazia e a risolverli in maniera organica e definitiva. Sono le due linee di condotta individuate per la situazione di Chiaravalle dal direttore regionale per i Beni architettonici e paesaggistici Carla Di Francesco, che ieri ha precisato come i problemi del monastero alle porte di Milano siano «presi in seria considerazione dalla Soprintendenza, e per essa dal ministero dei Beni Culturali», ma anche come sia «del tutto inutile» procedere con un intervento drastico sul pavimento danneggiato della chiesa prima di conoscerne le reali condizioni e caratteristiche. «Ci troviamo innanzi a un fenomeno decisamente singolare -ha spiegato il direttore regionale - : il fatto che u pavimento di un edificio si sollevi così, all'improvviso, rende più che mai difficile una diagnosi del problema. Con ogni probabilità dovremo sollevare parte del pavimento, prendere in considerazione i materiali con cui è stato costruito, sondare il terreno sottostante». Un intervento che, a detta della stessa Di Francesco, potrebbe però richiedere tempo, vistala necessità di reperire un numero consistente di fondi: «Per un soccorso immediato, come quello che probabilmente si deciderà per Fabbazia, la Soprintendenza dispone di 25 mila euro immediatamente erogabili - ha continuato il direttore regionale -. Ma per effettuare un'indagine approfondita sulla chiesa e per una eventuale nuova fase di lavori sarà sicuramente più diffìcile individuare velocemente dei fondi». Ecco perché sul destino dell'abbazia di Chiaravalle ora spuntal'ipotesi di uno sponsor, che finanziando gli interventi di riqualificazione, assicurerebbe alla struttura un soccorso più efficace e continuativo: «Se l'intervento sul monastero dovesse rivelarsi più oneroso del previsto - ha concluso la stessa Di Francesco - l'intervento di un ente terzo, che coordini le proprie azioni con la Soprintendenza, risulterebbe decisivo». Intanto a Chiaravalle la situazione rimane allarmante. I monaci hanno riscontrato proprio ieri mattina un ulteriore innalzamento del pavimento, e l'apertura del portale principale della chiesa dell'abbazia sembra ormai definitivamente compromesso: «La Soprintendenza ci aveva promesso notizie entro la fine della settimana - ha detto il priore, padre Bernardo -. Ma per ora non abbiamo avuto nessuna notizia».
Crepe a Chiaravalle, cercasi sponsor. Soprintendenza: problema dei fondi
Il direttore regionale per i Beni architettonici e paesaggistici Carla Di Francesco ha affermato che il problema delle crepe all'abbazia di Chiaravalle è stato segnalato e sarà oggetto di un'indagine conoscitiva approfondita. La Soprintendenza e il ministero dei Beni Culturali stanno prendendo in seria considerazione la situazione, ma non si procederà con un intervento drastico sul pavimento danneggiato prima di conoscerne le reali condizioni e caratteristiche. Il direttore ha spiegato che il pavimento si è sollevato improvvisamente, rendendo difficile una diagnosi del problema, e che potrebbe essere necessario sollevare parte del pavimento e sondare il terreno sottostante.
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