Nuova apertura al pubblico, in via eccezionale, del sito archeologico del "Castrum Inui" alla foce del fiume Incastro ad Ardea. Oggi, su iniziativa dell'associazione culturale "Informare" in collaborazione con l'associazione Nuova California 2004 e la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, l'area degli scavi sarà nuovamente aperta ai visitatori, a partire dalle 9,30, per una visita guidata in compagnia dell'équipe di archeologi, coordinata da Francesco Di Mario, da otto anni impegnata nel sito. In questo luogo, secondo testimonianze letterarie, sorgeva un insediamento portuale antichissimo, fondato, secondo la leggenda, da Latino Silvio, figlio di Ascanio e nipote di Enea, 1300 anni prima di Cristo, e a cui fu dato il nome appunto - di Castrum Inui, in onore del dio Inuo (Priapo), protettore della fertilità della terra. «I reperti finora emersi - spiega il dottor Francesco Di Mario - sono databili dal IV-III secolo a.C. fino al IV-V secolo d.C. e ci fanno ipotizzare un insediamento abitato per molti secoli, sia da persone facoltose che da fasce più umili, continuamente ristrutturato e riadattato alle nuove esigenze abitative, spesso riutilizzando il materiale edile esistente". «Seguiamo la storia di questo sito archeologico dal 1994 dichiarano i rappresentanti dell'associazione Informare - undici anni fa ci battevamo perchè fosse tutelato, vincolato e sottoposto a scavi ufficiali. Oggi l'obiettivo di queste visite è sia quello di condividere con il pubblico il privilegio di assistere agli scavi archeologici, sia quello di creare quanta più sensibilità possibile per le bellezze che i nostri antenati ci hanno lasciato».
ArdeaRiapre oggi al pubblico il sito archeologico alla foce dell'Incastro
Il sito archeologico del "Castrum Inui" ad Ardea è stato nuovamente aperto al pubblico, grazie all'associazione culturale "Informare" e alle altre organizzazioni coinvolte. L'area degli scavi sarà aperta alle visite guidate, condotte dall'équipe di archeologi, a partire dalle 9,30. Il sito è stato fondato 1300 anni prima di Cristo e ha subito diverse fasi di ristrutturazione e riadattamento. I reperti emersi sono databili dal IV-III secolo a.C. fino al IV-V secolo d.C. e ci fanno ipotizzare un insediamento abitato per molti secoli.
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