Come valorizzare il patrimonio culturale di Roma promuovendo sviluppo: è stato questo il tema dominante del convegno organizzato dalla CGIL Roma e Lazio al Macro museo d'arte contemporanea con il titolo "I Beni culturali: una risorsa per l'economia romana". Al dibattito, originato dalla proposta di Stefano Bianchi, segretario generale CGIL Roma e Lazio, di creare un distretto culturale nella gestione dei Beni culturali, hanno preso parte numerose personalità tra cui il sindaco della capitale, Walter Veltroni, il segretario generale CGIL, Guglielmo Epifani, Elia Valori, Cesare Pambianchi, Massimo Tabacchiera, Fulvio Vento e Roberto Grossi. Si è trattato, insomma, di un confronto aperto e trasversale sulla necessità di potenziare il mercato del lavoro mediante la promozione di un modello di sviluppo economico integrato tra cultura, istituzioni ed imprese. "A Roma ha spiegato Bianchi - è diventato indifferibile creare un sistema integrato nella gestione dei beni culturali da parte del Comune e del Ministero. Il primo passo essenziale per orientare gran parte del sistema economico romano e valorizzare una risorsa ancora scarsamente valorizzata, dando respiro a numerose filiere merceologiche, è quello di istituire una card che consenta l'accesso a tutti i siti archeologici e museali, preveda una riduzione dei biglietti, faciliti l'informazione, la mobilità, l'acquisto di pubblicazioni multimediali e offra l'opportunità di partecipare ad eventi e spettacoli. "Se il sistema integrato evolvesse -ha continuato Bianchi - la costruzione di un distretto culturale produrrebbe opportunità di lavoro in vari settori, arginando le tentazioni di alienazione del patrimonio culturale che sembrano concretizzarsi con la realizzazione del Patrimonio Spa". Elia Valori ha ricordato come "il bene culturale possa funzionare da moltiplicatore della ricchezza". "La logica dovrà essere - ha aggiunto - quelladi un progetto integrato che leghi indissolubilmente il business al mecenate, il mecenate al bene culturale, il bene culturale ai contenuti, i contenuti alla comunicazione, favorendo il legame tra cultura e cultura d'impresa partendo dalla deducibilità fiscale e dalla specializzazione delle aziende". La speranza è che Roma, tramite la sinergia di collaborazione tra tutte le forze istituzionali, possa rinnovare la sua dimensione internazionale e assolvere quella funzione di metropoli globale che diventa determinante di fronte ai nuovi sistemi economici. "Bisogna assolutamente favorire questo meccanismo di integrazione - ha detto Veltroni - puntando all'intervento dei privati tramite sponsorizzazioni virtuose e facendo un lavoro di marketing che rafforzi un modello di gestione unica a livello locale e nazionale". Turismo e cultura, dunque, in un connubio indissolubile che parta dalla fruibilità dei beni culturali e approdi allo sviluppo dell'economia. Epifani, pur sottolineando "lo sforzo importante che richiama questioni di carattere generale", esprime qualche perplessità in termini di realizzazione. "L'idea di creare un accordo di programma per Roma come distretto culturale è validissima. Il problema è l'assenza di una politica di sistema che favorisca questo percorso. "Non bisogna intendere il bene culturale solo come un mezzo per fare cassa - ha. proseguito Epifani -ma elevare la qualità dell'offerta culturale, puntando allo sviluppo del territorio e usando la formazione per orientare i consumi verso il patrimonio che non è solo simbolo di una identità storica profonda ma anche indice di una necessità di sicurezza di fronte alla società globale".