VALORIZZARE la cultura del passato, attraverso il recupero degli itinerari del Lazio. Puntare sulla storia per incrementare il turismo. È stato presentato ieri a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Romano Prodi e dal vicepremier Francesco Rutelli il protocollo d'intesa fra il ministero per i Beni e le attività culturali e le associazioni degli enti locali per gli itinerari culturali italiani. Tre i percorsi storico-religiosi che godranno di una particolare attenzione da parte del ministero: le vie Francigena e Carolingia e la Rotta dei Fenici. Lo scenario sembra immobile nel tempo. Strade antiche che si perdono tra monasteri e boschi, in un silenzio tutto da recuperare, solcando i passi lenti dei pellegrini medievali. Tra le strade che verranno valorizzate dall'intesa, due riguardano da vicino il Lazio: la via Francigena (che va dal Gran San Bernardo a Roma e che tocca tra gli altri i comuni di Nepi, Viterbo, Sutri, Acquapendente) e la via Carolingia, nata per raggiungere Roma da Aquisgrana sulle orme di Carlo Magno nell'VIII secolo d.C. e che coinvolge i comuni di Fara Sabina, in provincia di Rieti, e Mentana. «È un grosso passo in avanti - ha detto il presidente dell'associazione "Via Carolingia" Tersilio Leggio - Per la prima volta si interviene ad alto livello per risolvere il problema della viabilità e della segnaletica. Il protocollo definisce linee di coordinamento tra enti per studiare modelli di intervento. Roma è il grande centro del turismo - ha aggiunto Leggio - a cui bisogna arrivare dalle periferie. Questi itinerari possono aiutare lo scambio reciproco tra le parti». Concorde con l'iniziativa il presidente della Regione Piero Marrazzo: «Il Lazio - ha spiegato - si sta muovendo in tre direzioni: abbiamo in consiglio regionale una proposta di legge sulla via Francigena, strutturata in ottica europea, che dovrebbe essere approvata la prossima settimana; per quanto riguarda i fondi europei l'assessore Ranucci sta utilizzando al meglio quelli messi a disposizione per il turismo religioso; stiamo infine attivando delle azioni di valorizzazione del territorio attraverso i parchi regionali».