Mentre impazza il tototalpa, al ministero dei Beni culturali si tenta ogni strada per cercare di cogliere in fallo il collaboratore che qua e là permette la fuga di notizie su provvedimenti non ancora ufficializzati. L'ultima trovata è proprio del ministro Giullano Urbani, che dopo la pubblicazione dell'organigramma - non nella versione definitiva - su dagospia. com, pare abbia deciso di diffondere tra i suoi collaboratori copie diverse una dall'altra della riforma in corso. Ma a mandare su tutte le furie il ministro di via del Collegio Romano non è stata solo la pubblicazione dell'organigramma. Sembra che a dargli noia siano anche le stilettate che l'ormai celebre Ulrich (pseudonimo sotto il quale si cela un alto funzionario dei Beni culturali) manda all'indirizzo del ministero attraverso le colonne del Sole 24 ore. L'ultima nota riguarda l'abbellimento dei corridoi ministeriali. È' alto due metri e 45 centimetri, largo uno e 85 il quadro che apre l'esposizione, al secondo piano del ministero, che Urbani ha fatto allestire da quando è responsabile del dicastero. Il dipinto in questione è l'Adorazione dei pastori di Guillaume Courtois. L'idea di trasferire le opere d'arte dalla Galleria nazionale di arte antica di palazzo Barberini non è piaciuta all'ancora ignoto contestatore. Sotto accusa sono i quadri con cui Urbani ha fatto decorare le pareti dei corridoi. Ma chi si nasconderà dietro il nome di Ulrich? Tra i più accreditati a nascondersi dietro lo pseudonimo del corsivista del Sole 24 ore ci sono sovrintendenti e direttori di musei. È verosimile invece che a fornire notizie ad alcuni organi di informazione siano personaggi che collaborano con il ministero ma che sono in netta contrapposizione con la linea del governo.