È un «poker d'assi» quello che cala sul tavolo dell'assessore al Territorio Roberto Morassut (Ds) mentre presenta la selezione di 10 idee per riqualificare piazza Augusto Imperatore. Portoghesi, Aymonino, Marconi, Benevolo: quattro grandi architetti che hanno proposto insieme una loro soluzione per sistemare la piazza dell'Ara Pacis e che si sono visti esclusi. E protestano. Lanciando accuse pesanti. E' Paolo Portoghesi, il progettista della Grande Moschea romana, storico dell'architettura e tedoforo del post-moderno, a partire all'attacco. E che attacco: «La selezione fatta dalla commissione comunale su 48 proposte è l'ennesima prova che i beni dell'architettura vengono gestiti dal Campidoglio, indipendentemente dalla presenza di Veltroni, da un vero gruppo di potere che ha dichiarato guerra a una generazione e a una posizione culturale che ha arricchito l'architettura italiana. Siamo di fronte alla smania di fare guerra alla vecchia generazione di architetti». Con Carlo Aymonino, un nome «storico» del settore (è sua la nuova ala dei Musei capitolini), il guru degli urbanisti Leonardo Benevolo e uno dei maggiori esperti di restauro, Paolo Marconi, Portoghesi ha presentato a suo tempo un'idea per la riqualificazione della piazza. Niente, è stata scartata. «Non sono nemmeno stati interessati a vedere che progetto avremmo fatto, tutti insieme - dice Portoghesi - Io e Carlo siamo romani, abbiamo speso una vita di lavoro a Roma e quando facciamo una proposta per Roma, alt: non si passa. Non pretendiamo certo di vincere, ma essere fermati nelle selezioni mi sembra troppo». Lo storico del Barocco è scatenato: «L'ispiratore di questo atteggiamento discriminatorio verso una generazione è Francesco Ghio, che ha sostenuto la Hadid per il Maxxi, con tutto il resto». Secondo Portoghesi da quando firmò con altri il «manifesto» («frainteso e strumentalizzato») in favore degli architetti italiani («contro i grandi gruppi d'ingegneria, piuttosto che contro i colleghi stranieri») è nel mirino del «gruppo di potere» che gestisce l'architettura capitolina. «Mi dispiace che un sindaco come Veltroni, che si occupa così bene della città, venga compromesso da certe persone. Lui stesso mi invitò a partecipare al concorso per le tre scuole d'autore: ma il gruppo Ghio mi ha fatto fuori. Perché?». Ma Paolo Portoghesi una risposta a mezza bocca la da sulla esclusione del «poker d'assi» dalla selezione per la piazza. «Forse hanno avuto paura che il nostro progetto potesse vincere. Infatti, la commissione che giudicherà i dieci selezionati sarà diversa da quella che ha scelto le dieci proposte». Carlo Aymonino, che martedì l'Accademia di San Luca festeggerà per i suoi 80 anni, annuncia un ricorso. «Forse questo poker sul tavolo li ha spaventati. Ricorreremo, anche per tutelare la nostra dignità. E' incredibile che a noi quattro non sia stata data la possibilità di esprimere un progetto, il concorso è molto articolato, complesso: per questo ci siamo messi insieme, quattro vecchi ma ancora in gamba. Quanto è accaduto dimostra però che loro pensano che noi non contiamo più una mazza (sic)». Per i curiosi, l'idea proposta a firma dei quattro maestri si basa sul recupero dell'antico Porto di Ripetta, sulla sistemazione dell'Augusteo con grandi vetrate a protezione dei suoi monumentali resti archeologici, e infine sull'ampliamento di piazza Augusto Imperatore, da liberare totalmente dal traffico e da ornare con spazi verdi «di grande qualità», niente a che vedere con gli squallidi giardinetti d'oggi.