Respinto il ricorso presentato dal "Consorzio approdi del lungomare". Il 20 luglio scade il bando per i campi boa, la città senza attracchi nel 2006 PONTILI del lungomare: sconfitti gli ormeggiatori. Doccia fredda, ieri mattina, per il "Consorzio approdi lungomare di Napoli". La brutta notizia è scritta sulla sentenza del Tar che non accoglie le motivazioni del ricorso degli stessi ormeggiatori. Che si erano ritrovati da una parte senza più le concessioni revocate dall'Autorità portuale e, dall'altra, con il "vincolo indiretto" della Soprintendenza ai beni paesaggistici sul frangiflutti borbonico. Una guerra di mare e carta bollata che, di fatto, nega gli ormeggi (posti di lavoro e necessità per i proprietari di barche da diporto) a una città marittima. Se ne parlerà l'autunno prossimo, intanto il bando per i campi boa dell'Autorità portuale scadrà il prossimo 20 luglio, e certo le prassi burocratiche per la scelta dei vincitori si concluderanno a estate finita. Insomma, Napoli senza attracchi per la stagione 2006. Storia che si trascina da tempo, e che sembrava invece di rapida soluzione quando, nel 2005, a seguito di una gara, il "Consorzio approdi lungomare di Napoli" si era aggiudicato le concessioni demaniali. Con la scelta di pontili di fabbricazione svedese, poi acquistati per oltre 500 mila euro e rimasti nei depositi. Obiettivo: la riqualificazione dei tre specchi d'acqua tra largo Sermoneta e via Nazario Sauro. Intanto, però, la Soprintendenza ai Beni paesaggistici pone il "vincolo indiretto" sul frangiflutti borbonico che, di fatto, paralizza il progetto "pontili svedesi" perché, pur se bassi, rappresentano un ostacolo alla visuale del Castel dell'Ovo. Comincia un lungo periodo di attesa, accenni a incontri, l'idea di una conferenza di servizi tematica. Torna l'estate e non c'è niente di definitivo. A maggio la Soprintendenza deposita i motivi del "vincolo indiretto" sulla scogliera, quindi il ricorso al Tar da parte del Consorzio. Ieri la brutta notizia "doppia". Rigettata la richiesta di revoca delle vecchie concessioni demaniali e il vincolo indiretto della Soprintendenza che resta. Se ne parla nel prossimo autunno con la causa di merito. Unica chance, dunque, quella della zonizzazione coni campi boa, con il bando che scade ad estate inoltrata. Mentre resta senza ormeggi il tratto di largo Sermoneta le cui sorti, a differenza degli altri, sembravano avere una chance perché punto più lontano dal frangiflutti borbonico. Invece niente, nessun approdo. Non si attracca e non si lavora.