L'assessore Sgarbi: faremo un sopralluogo e chiederemo i fondi al ministro Rutelli La Provincia: subito la convocazione di un tavolo con Sovrintendenza, Regione e Palazzo Marino per capire come intervenire Salvare Chiaravalle. Dopo la denuncia di Avvenire sulle condizioni di dissesto in cui versa l'abbazia più famosa di Milano, il mondo politico si mobilita per cercare una soluzione. L'assessore comunale alla Cultura, Vittorio Sgarbi, si è preso a cuore la vicenda, annunciando che farà tutto il possibile per tutelare l'abbazia. «È uno de-gli edifici centrali della civiltà benedettina, la cui architettura è di straordinaria purezza e armonia» sottolinea Sgarbi. Annunciando che il Comune farà un sopralluogo per verificare l'entità delle crepe formatesi nel pavimento. «Ne parlerò con il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli - fa sapere l'assessore da Berlino dove proprio con Rutelli ieri stava promuovendo la mostra sul Mantegna che si snoda tra le città di Padova, Verona e Mantova perché è ipotizzabile il trasferimento di alcuni finanziamenti pubblici da altri settori». Di sicuro l'argomento sarà affrontato da Sgarbi con l'assessore provinciale Daniela Benelli nel corso di una riunione fissata per mercoledì prossimo. Uno dei progetti a cui pensa l'assessore comunale è la valorizzazione del sistema di abbazie e di ville, come quella di Roccabrivio da poco inaugurata, dell'immediato hinterland milanese. «Bisogna valorizzare questo patrimonio artistico spesso bistrattato - spiega Sgarbi - basti pensare alla lentezza degli interventi sulla Villa Reale di Monza». Anche dalla Provincia arriva un impegno a "fare sistema" per affrontare l'emergenza. Palazzo Isimbardi sta curando il restauro di un mulino inserito nel complesso monastico. «L'abbazia rappresenta un patrimonio culturale e artistico importantissimo - afferma il vicepresidente Alberto Mattioli -. Da parte nostra ci sarà senz'altro un interessamento alla vicenda, prenderemo contatto al più presto con i monaci per valutare il da farsi». L'assessore alla Cultura Daniela Benelli spiega che la competenza sull'abbazia è della Sovrintendenza; «È impossibile per le istituzioni toccare anche solo una pietra senza il loro via libera. Certo bisognerà valutare il da farsi e io penso che il sistema migliore sia riconvocare il tavolo dell'accordo di programma varato qualche anno fa tra Regione, Provincia, Comune e Sovrintendenza». La Benelli sottolinea lo sforzo fatto in questi anni da Palazzo Isimbardi nella promozione turistica e culturale delle abbazie del Sud Milano con itinerari ad hoc e organizzazione di concerti. La Storia. Nel maggio 11 35, papa Innocenzo II, per risolvere la questione con l'antipapa Anacleto II, indisse un concilio a -Pisa al quale invitò l'abate Bernardo di Clairvaux. Con le sue parole travolgenti Bernardo convinse tutti che il vero Rapa era Innocenzo II, mettendo cosi fine allo scisma. I milanesi, come ringraziamento per questa pace insperata, offrirono a Bernardo il terreno per costruire un monastero. E fu cosi che in quello stesso anno fu fondata l'Abbazia, detta di Chiaravalle, dalla trasposizione in italiano del francese Clairvaux. :
Chiaravalle da salvare Si mobilitano le istituzioni
L'assessore comunale alla Cultura Vittorio Sgarbi si è preso a cuore la vicenda di Chiaravalle, l'abbazia più famosa di Milano, dopo la denuncia di Avvenire sulle condizioni di dissesto in cui versa l'edificio. Sgarbi ha annunciato che farà un sopralluogo per verificare l'entità delle crepe formatesi nel pavimento e parlerà con il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli per chiedere fondi per il restauro. La Provincia ha convocato un tavolo con Sovrintendenza, Regione e Palazzo Marino per capire come intervenire. La Sovrintendenza ha affermato che la competenza sull'abbazia è sua e che bisognerà valutare il da farsi.
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