PIAZZA ARMERINA. L'assessorato regionale ai Lavori pubblici approva il piano da 18 milioni di Guido Meli. Contrario l'urbanista Di Cristina PIAZZA ARMERINA. La commissione regionale Lavori pubblici ha espresso parere positivo sul progetto da 18 milioni di euro per la Villa Romana del Casale. Predisposto dallo staff di Guido Meli, direttore del Centro regionale per il restauro, il progetto ha ottenuto cinque voti favorevoli, un'astensione ed un voto contrario, quello atteso di Umberto Di Cristina, ordinario di Urbanistica all'università di Palermo. Il parere dei commissari, maturato all'ottavo piano del palazzo di via Munter a Palermo, sede dell'assessorato regionale ai Lavori pubblici, è arrivato mentre al quarto piano il consiglio comunale armerino apriva una seduta straordinaria in trasferta. Il pullman, con a bordo il presidente del consigliocomuna-le Rasilio Fioriglio, 11 consiglieri comunali, il sindaco Maurizio Prestifilippo, ed alcuni assessori della giunta, era partito ieri mattina alle 8 da piazza Falcone-Borsellino alla volta del capoluogo siciliano. Una convocazione simbolica, proposta dal consigliere comunale Carmelo Cagliano, esponente dei Liberi per Piazza Armerina, approvata da tutte le forze politiche e istituzionali piazzesi. Un espediente per far sentire ai commissari regionali il fiato sul collo. Il timore di perdere i finanziamenti di fronte ad un ennesimo rinvio della commissione aveva sollevato un coro di preoccupate polemiche in città. Al centro delle accuse di ostruzionismo la posizione contraria del professor Di Cristina, il commissario che aveva chiesto alcune integrazioni al Centro regionale per il restauro, rallentando di fatto l'esame definitivo del progetto Meli. Duro Di Cristina in un comunicato. «Il progetto resta in assoluta e totale violazione della Carta della Conservazione e Restauro adottata dal ministero della Pubblica istruzione nel 1987», afferma Di Cristina, il quale nella nota parla di «pesanti manomissioni» per la Villa del Casale. Di Cristina rimprovera a Meli di non aver tenuto «in alcun conto» alcune proposte concordate insieme lo scorso maggio durante colloqui informali. Proposte poi comunicate anche all'ex assessore regionale ai Lavori pubblici Mario Parlavecchio. Tra queste, ricorda Di Cristina, l'eliminazione di tutte le pannellature di cartongesso collocate lungo il perimetro della Villa e la loro sostituzione «con vetri atermici e ampie finestrature, in modo da assicurare la normale e naturale ventilazione degli ambienti interni». Il voto favorevole, adesso, dovrebbe sbloccare in modo definitivo l'iter del progetto. Il prossimo venerdì Meli dovrebbe depositare il progetto esecutivo alla collega Rosa Oliva, l'architetto della soprintendenza di Enna nominato responsabile unico del procedimento dall'Alto Commissario Vittorio Sgarbi. Se non vi saranno ulteriori sorprese già a novembre potrebbero partire i lavori. «La valorizzazione e la migliore fruizione dell'enorme patrimonio culturale di cui la Sicilia va fiera è una delle priorità di questo governo», dice il presidente della Regione Salvatore Cuffaro. «Aver potuto contribuire, già al mio insediamento, alla procedura che porterà ad una nuova stagione di fruibilità della Villa, sicuramente è di buon auspicio per l'avvio dell'attività di questa importante branca dell'amministrazione regionale», commenta il neo assessore ai Lavori Pubblici Agata Consoli. Il neo assessore ai Beni culturali Lino Leanza fa sapere che incontrerà il commissario Sgarbi tra dieci giorni a Piazza Armerina.
La Villa Romana del Casale. Disco verde per il restauro
Il progetto da 18 milioni di euro per la Villa Romana del Casale, presentato dal direttore del Centro regionale per il restauro Guido Meli, ha ottenuto un parere positivo dalla commissione regionale Lavori pubblici. Il progetto, che prevede la valorizzazione e la migliore fruizione dell'enorme patrimonio culturale della Sicilia, è stato approvato con cinque voti favorevoli, un'astensione e un voto contrario. Il commissario di Urbanistica Umberto Di Cristina ha espresso parere contrario, affermando che il progetto è in violazione della Carta della Conservazione e Restauro adottata nel 1987.
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