L'obiettivo oggi è quello di coinvolgere il più possibile l'utente-cittadino Ma in Italia le risorse restano ancora limitate La diffusione della cultura scientifica e tecnologica è un elemento strategico nelle politiche sociali del mondo europeo occidentale. Lo dimostrano ampiamente i numeri che emergono dal confronto esemplificativo di tre grandi Paesi e istituzioni museali: la Gran Breta-gna con lo Science Museum di Londra, la Germania con il Deutsches Museum di Monaco e la Francia con la Cité de la Science et de l'Industrie di Parigi. Nell'analisi si aggiunge anche la Fondazione Museo nazionale della scienza e della tecnologia «Leonardo da Vinci» di Milano. Tuttavia, se da una parte quest'ultimo si trova ad avere sia obiettivi sia una dimensione paragonabili a quelli di altri grandi musei a livello internazionale in particolare per quanto riguarda l'investimento sul valore professionale dei propri addetti dall'altra riceve finanziamenti per le attività, le strutture e i servizi notevolmente inferiori per ordine di grandezza. Ogni anno il contributo pubblico concesso allo Science Museum, al Deutsches Museum e alla Cité varia tra i 22 e gli 87,6 milioni di euro, cioè tra il 6i,5eil 78,2 del bilancio totale. A Milano arrivano finanziamenti per 2,7 milioni di euro: il 25,8 di un bilancio ben inferiore. Lo Science Museum di Londra e il Deutsches Museum di Monaco sono nati, rispettivamente, nel 1851 e nel 1903, con una spiccata funzione conservativa. La Cité di Parigi è invece sorta nel 1986 con la precisa missione di essere uno science center che fa di mostre e interatti-vità il cuore della sua modalità comunicativa. Quello che accomuna queste realtà sotto il profilo storico e nella propria consapevole missione compresi il Museo nazionale della scienza e della tecnologia fondato nel 1953 e molti altri musei europei - è il progressivo spostarsi verso un approccio basato sul coinvolgimento diretto del cittadino. Mentre l'attenzione in passato era fecalizzata sugli oggetti, oggi è invece il visitatore a essere oggetto di riflessione. È evidente come tali musei, pur nella diversità che li caratterizza, abbiano ritenuto necessario non fermarsi ai risultati raggiunti, ma continuare a presentare ai visitatori un'offerta completa e continuamente aggiornata. Aprendo una finestra sul futuro. Oggi al centro del dibattito tra gli addetti ai lavori c'è l'evoluzione dei modelli mu-seológici ed educativi per i musei della scienza e della tecnologia e gli science centre. I musei tradizionali, basati su collezioni ed esposizioni statiche, e gli science centre, luoghi di esperimenti e di exhibit interattivi, devono evolvere verso un modello nuovo. Questo modello considera i musei come «concentrati di realtà costituita da oggetti e fenomeni», utili per sviluppare nelle persone consapevolezza del metodo scientifico e opinione critica. La museologia contemporanea richiede quindi istituzioni credibili che rappresentino piattaforme di dialogo e di partecipazione tra la comunità scien-tifica, il sistema produttivo, gli organi di governo e i cittadini che, spesso non consapevolmente, vivono la scienza e la tecnologia ogni giorno. Il nuovo schema prevede una mescolanza sempre maggiore tra il modello tradizionale di museo e quello di science centre. Il museo viene reinterpretato ponendo al centro della sua azione culturale non più solo le collezioni ma il visitatore. A sua volta lo science centre, che ha come punto di forza il fare, riprende e sviluppa la dimensione storica degli oggetti materiali. I musei e gli science centre nazionali sono dunque considerati fulcro e risorse strategiche per un'azione coordinata che mira al coinvolgimento dei cittadini in un dialogo con tutti gli attori del mondo scientifico e tecnologico. Per adempiere a questo mandato, ciascuna istituzione, coerentemente con la propria identità e missione, articola la propria azione e offerta in un sistema di servizi che includono la conservazione e lo studio di beni tecnico-scientifici, le attività educative, momenti di dialogo tra società e comunità scientifiche, indagini sui grandi temi di attualità, materiale audiovisivo. L'impegno di portare avanti questo modello è anche condiviso sinergicamente tra gli operatori dall'Italia alla Gran Bretagna, dalla Francia alla Germania fino alla Spagna. Ciò che colpisce è la logica strategica diversa delle istituzioni pubbliche italiane, testimoniata da scelte e da cifre investite che limitano anzi minano lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica e i gradi di libertà per il cittadino.