L'arte come strumento di pace ed elemento d'incontro tra le culture del Mare Nostrum. E' il messaggio diffuso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma attraverso l'opera "Arte e cultura del Mediterraneo nel XX secolo" II volume, presentato oggi a Roma, è una "geografia dell'arte" che racconta la pittura, la scultura e l'architettura contemporanea di tredici paesi e le analizza alla luce dei valori unificanti del Mediterraneo. L'arte contemporanea come elemento d'incontro e strumento di pace tra le diverse culture che compongono l'identità del Mediterraneo. E' questo il messaggio diffuso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, presieduta dal prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele attraverso l'opera "Arte e cultura del Mediterraneo nel XX secolo". Il monumentale volume (900 pagine, centinaia di immagini e oltre 1200 artisti citati), sarà presentato oggi alle ore 10.30 in piazza Ss. Apostoli a Roma dal presidente Emanuele, da alcuni ambasciatori dei paesi mediterranei coinvolti nel progetto, da esponenti del mondo politico e dagli autori dell'opera, tra cui il cardinale Paul Poupard e i professori Guglielmo de' Giovanni-Centelles, Jean-Dominique Durand, José Manuel Gironés Guillem e Anna Masala. Con questo libro la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma intende promuovere un messaggio di pace tra i paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Di fronte alla crisi mediorientale, alla sfida dell'islamismo radicale, all'inarrestabile avanzata commerciale dei paesi asiatici - si legge nella prefazione - occorre recuperare la centralità di un mare che è il naturale ponte di collegamento tra Europa, Asia e Africa. Per ripristinare quello spirito di comunità basato sui valori comuni di una civiltà millenaria: l'incontro, lo scambio, il dialogo tra nord e sud, est e ovest, cristiani e musulmani, arabi e israeliani. Non è un caso che il volume sia promosso proprio dalla Fondazione che ha accompagnato la crescita della capitale. La dimensione culturale della sua attività si innesta su una traccia feconda che -sulla positiva convergenza tra credito e attività filantropica -ha ampliato, negli ultimi anni, la sua operatività al campo del sapere e delle arti, come testimoniano anche le iniziative del Museo del Corso e dell'Orchestra Sinfonica di Roma. La straordinaria potenzialità mediterranea di Roma spiega l'interesse della Fondazione al dialogo tra culture diverse. Il libro racconta la pittura, la scultura e l'architettura contemporanea dei tredici paesi campione, con un importante contributo della Santa Sede. Le arti sono analizzate alla luce dei valori comuni e unificanti del bacino mediterraneo, il mare della convivenza, di una comune appartenenza e di un comune destino: la centralità della persona, la città e la socialità come pure la solidarietà, il sentimento religioso e il senso del mito, oltre al profondo rapporto con il mare. Valori che proprio nell'arte trovano la loro più autentica espressione, in una costante e comune centralità della forma, del colore, della luce. L'opera, che è frutto di tre anni di intenso lavoro, studio e ricerca di diverse equipe di professori universitari ed esperti internazionali, coordinati da Guglielmo de' Giovanni-Centelles, è divisa in tre grandi sezioni che corrispondono ad altrettante aree geografiche: Mediterraneo occidentale (Spagna, Francia. Grecia, Italia. Malta, Portogallo); Mediterraneo orientale (Israele, Libano, Turchia, fino al Mar Nero dell'Ucraina); costa Sud-Maghreb (Egitto, Libia, Tunisia). Un mosaico di identità diverse accomunate dal Mare di Mezzo, un Mare di tanti Mari, un Mediterraneo dalla straordinaria forza unificante e di pace. L'architettura, la pittura e la scultura del XX secolo vengono analizzate alla luce di questo straordinario denominatore comune. Ed è proprio questa la novità di un'opera che, superata la mera ricostruzione storico-artistica, diventa una "geografia dell'arte" mediterranea. Sarà allora interessante scoprire come per esempio la pittura tunisina del XX secolo dialoghi con quella francese, come pure quella del Libano, dell'Egitto o della Turchia, dove una certa architettura sembra ispirarsi ad una "romanità monumentale". L'analisi delle arti figurative dell'Ucraina svelerà una fortunata stagione futurista (lo scultore avanguardista di livello internazionale Oleksandr Archipenko, 1887-1964, ne è uno dei più noti esponenti), mentre il Portogallo farà da ponte tra Mediterraneo e Atlantico. E ancora: sfogliando le pagine dedicate all'Umanesimo mediterraneo del cardinale Poupard scopriremo come si sono rapportati al tema del sacro diversi artisti del XX secolo: Chagall, De Chirico, De Pisis, Rouault, ecc. Sarà anche interessante scoprire come l'architettura di Tel Aviv, "città bianca" impregnata di luce mediterranea fondata nella prima metà del '900 e dichiarata dall'Unesco patrimonio del-1 ' umanità nel 2003, trovi riscontro nel Bauhaus e nel razionalismo di Le Corbusier. "II Mediterraneo è la culla dell'Europa" - ama dire il presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele - "Uno straordinario crogiuolo umano costituito nel corso dei secoli come luogo di incontro, dialogo e scambio. Ed oggi, di fronte all'acuirsi dei contrasti tra Nord-Sud e Ovest-Est, di fronte ai drammi balcanici, al vicino Oriente insanguinato, alle guerre in Iraq, ai fondamentalismi dilaganti, è sempre più necessario e urgente recuperare questi valori. L'arte contemporanea dei paesi intorno al Mare, oggetto di questo libro, mostra un Mediterraneo che ravvicina le diversità, che le apre all'universale: Mediterraneo cristiano, Mediterraneo dell'Islam, Mediterraneo ebraico. Mediterraneo ponte tra Europa, Asia e Africa. L'identità mediterranea da radici all'Europa e futuro al mondo. Ed è proprio questa la lezione dell'arte mediterranea del nostro tempo: attraverso l'arte costruire la pace". "Quegli agrumi dorati affrescati a Pompei" - nota il prof. Guglielmo de' Giovanni-Centelles - "amorosamente sviluppati dagli arabi nel Maghreb, veicolati dai crociati, rappresentati da Botticelli (La Primavera, 1477-1478) e da Mantegna (Pallade che caccia il vizio, 1499-1502), riproposti ad apertura del Novecento da Chagall (Rabbino con il limone), restituiti al Maghreb da L'odalisque aux citrons di Matisse (1927), raccontano di una Civiltà Mediterranea unitiva che trasfonde la cultura del paesaggio in un modo di pensare". E ancora: un'onda di Cocteau, un sole di Matisse, un uliveto di Renoir, una riva di Bonnard, una sirena di Picasso, una roccia di Cèzan-ne, un mito di Morlotti, sono qui a restituirci il messaggio di un secolo di pescatori di luce, "capaci di assorbire fate morga-ne e cenere e trasformarli in doni, come melarance e limoni". Doni di pace. La Fondazione Cassa di Risparmio di Roma invierà il volume alle principali biblioteche, università e centri culturali d'Italia e dei paesi del Mediterraneo. Il libro sarà inoltre in vendita presso il Museo del Corso di Roma al prezzo simbolico di 90 euro.