POMPEI. INVIATA UNA NOTA AL MINISTERO POMPEI. All'interno degli Scavi con i ticket gratuiti, ma loro avrebbero regolarmente pagato l'ingresso. Protagonisti dell'episodio, destinato a suscitare l'ennesimo vespaio di polemiche, due turisti giapponesi, i quali, sottoposti ad una verifica del biglietto, hanno esibito titoli "di favore" per i quali asserivano di aver sborsato ventidue euro. Così è scoppiato l'ennesimo "giallo" all'interno della Soprintendenza Autonoma di Pompei. A denunciare l'accaduto un addetto alla vigilanza, in servizio ai varchi di accesso di Porta Marina, il quale, attesa la gravità della situazione, ha trasmesso una dettagliata nota al Ministero per i beni e le attività culturali, al Soprintendente Giovanni Guzzo e al direttore amministrativo, Luigi Crimaco. È accaduto intorno alle 19,30 di ieri. I visitatori nipponici hanno dichiarato di aver corrisposto l'importo dovuto e di non beneficare di alcuna agevolazione eo riduzione in base a quanto previsto dalle norme vigenti. Insospettito il vigilante si è subito attivato per rintracciare il responsabile dell'ufficio di coordinamento ed i carabinieri in servizio all'interno delle rovine romane. I militari del presidio di via Lepanto, alle dipendenze del luogotenente Vittorio Manzo, avvertiti via radio, subito si sono recati sul posto per appurare i fatti. I biglietti in possesso dei turisti sono stati ritirati dagli stessi tutori dell'ordine e consegnati alla direzione al fine di dare corso le indagini del caso. A quanto pare, gli inquirenti avrebbero accertato che gli escursionisti avrebbero effettivamente sborsato i ventidue euro per poter ammirare le antiche vestigia. Difficile spiegare, al momento, come sia potuto accadere un fatto del genere. Per Michele Germano, segretario Cgil, "bisogna fare chiarezza". L'unica soluzione possibile, a detta del rappresentante sindacale, sarebbe quella di «diversificare i biglietti, in modo da non confondere i gratuiti con i titoli a pagamento». Sulla vicenda è intervenuto anche il city manager, Crimaco: «il tempo ci ha reso giustizia - ha dichiarato - la decisione dell'amministrazione di affiancare ai dipendenti dell'Arethusa gli addetti ai servizi di vigilanza per la vidimazione dei biglietti di ingresso è risultata vincente. Questo dimostra che il personale di vigilanza, benché sotto organico, riesce a garantire non solo la salvaguardia dei beni culturali, ma anche la corretta verifica delle operazioni amministrative di ingresso».