Odevaine: «Tutto rovinato dai teppisti, ma la festa l'ha vista il mondo intero» Luca Odevaine è il braccio operativo del sindaco Walter Veltroni. Uno che partecipa alle riunioni ma poi è sempre in prima fila nelle piazze: dalla firma della Costituzione europea alla santificazione di Padre Pio, fino al oceanico pellegrinaggio per la morte di Giovanni Paolo II. Ma questa volta, a suo dire, è stata la più difficile: «Ho avuto veramente paura che la situazione potesse degenerare. I teppisti hanno rovinato tutto, ma le immagini della festa del Circo Massimo hanno fatto il giro del mondo». E sulla gestione dell'ordine pubblico preferisce non fare commenti. «E' la prima volta che ho avuto veramente paura. La prova più difficile in assoluto per la città. Più difficile anche della morte del Papa. La vittoria della Nazionale ai mondiali di Germania 2006, infatti, è rimbalzata a Roma in maniera esagerata. Una folla incredibile più delle scudetto della Roma del 2001, un entusiasmo bello e inaspettato, un'euforia che però spesso ha superato i limiti ma non ci sono state tragedie, per fortuna. Noi. più di così non potevamo fare. E mi sembra che in fondo sia stata una festa indimenticabile». E' il primo commento di Luca Odevaine, 49 anni, il vero e unico braccio operativo del sindaco Walter Veltroni. Uno che partecipa alle riunioni ma poi è sempre in prima fila nelle piazze. Si siede alla sua scrivania, forse per la prima volta nelle ultime 72 ore. Il suo telefono continua a squillare e gli fa eco il cellulare. Da uno sguardo alle notizie delle agenzie che scorrono sullo schermo del suo computer mentre sul cristallo del tavolo delle riunioni ci sono ancora tutti i giornali, letti e sottolineati. Una festa rovinata? «Bisogna fare delle differenze. Gli atti di vandalismo di Italia-Germania erano inaspettati. Quelli del dopo finale no: avevamo avvertito prefettura e questura che c'erano in giro per la città gruppi ultras pericolosi che avevamo gestito con difficoltà al Circo Massimo. Lunedì sera, invece, l'atmosfera era diversa, c'erano famiglie, bambini ed è stata davvero una grande festa. Peccato che poi siano apparse quelle scritte vergognose». Non si potevano fare nulla per evitarlo? «Il numero di persone è stato così alto e i tempi organizzativi così stretti che alcuni meccanismi sono saltati. Il viaggio da Pratica di Mare a Palazzo Chigi. per esempio, è stato lentissimo e ha complicato tutto. Abbiamo dovuto rivedere la dislocazione dei volontari e delle ambulanze perché c'è gente che è stata ore in attesa lungo il tragitto. Ottanta soccorsi, 16 ricoveri, nessuno grave per fortuna». N on crede che le forze dell'ordine fossero insufficienti e la strategia scelta per la gestione della "piazza" troppo permissiva? Silenzio. «Non lo so». Ancora silenzio. «Queste non sono scelte che competono al Comune». Lei però era al Circo Massimo con la Germania, con la Francia e poi con la Nazionale. Gli altri no. «Io ho fatto quello che dovevo fare». Volontari e vigili urbani hanno dato un grande contributo. «E' vero. Nelle grandi emergenze i vigili urbani e la protezione civile sono sempre all'altezza. La verità è che abbiamo bisogno di assumere almeno altri 1.500 vigili. Roma utilizza troppe risorse per il Paese e il Paese non glielo riconosce. Speriamo che con il nuovo Governo si possa dialogare meglio e derogare al patto di stabilità per fare le assunzioni. Tutte le iniziative alla fine si sintetizzano in maggiori controlli e sanzioni ma senza uomini sono inutili». Perché sostiene che sia stata la prova più difficile per Roma? «Per due fattori contro i quali prima non ci eravamo mai confrontati: i tempi strettissimi eia scaramanzia. Abbiamo organizzato tutto in pochissime ore. I giocatori non volevano decidere prima della finale. L'ok definitivo lo abbiamo ricevuto soltanto nella notte tra domenica e lunedì quando alle 3 mi ha chiamato Demetrio Albertini per confermare. Dalle 3 alle 18 sono appena 15 ore». Quale è stato il momento in cui ha temuto il peggio? «Sono stati almeno tre. Il primo in Italia-Germania quando c'erano tantissimi tedeschi al Circo Massimo e sarebbe bastato un gesto stupido per far degenerare irrimediabilmente la situazione. Poi a Italia-Francia quando sotto il palco c'erano degli esagitati, quasi sicuramente ultras, che faticavamo, con i soli volontari, a contenere. E il peggiore è stato lunedì sera. Quando il pullman scoperto con i giocatori era circondato e bloccato dalla folla e dal Circo Massimo mi chiamavano per dirmi che la gente aveva scavalcato le transenne e occupato ogni area. Per fortuna la gente ha capito e non ci sono stati momenti di attrito». E' vero che la Questura vi aveva chiesto di fare la festa a Tor Vergata? «Sì. Ma era una proposta non praticabile, non si trattava di una manifestazione politica o di una iniziativa del Comune. Era una festa per la Nazionale dove dovevamo cercare di permettere al maggior numero di persone di accoglie-re i loro eroi. Il Circo Massimo è l'ideale. E' il cuore di Roma antica e di Roma moderna, le immagini di questi giorni hanno fatto il giro del mondo entusiasmando chiunque». E il flop della gestione all'interno di Partica di Mare? «Si pensava che uno scalo militare fosse più sicuro. Ci sono stati evidentemente dei problemi nella gestione degli accessi. Forse l'Aeronautica non è abituata a gestire certi eventi».