LA STORIA ALL'ASTA PER EVITARE SPECULAZIONI COPPE E SCUDETTI DIVENTANO BENI DI INTERESSE CULTURALE Protetti. Tutelati. Con lo sguardo da tifosi granata, salvati dall'oblio. I cimeli più pregiati del vecchio Toro sono stati vincolati dalla Sovrintendenza ai beni artistici e storici e dichiarati d'interesse culturale. Il procedimento era stato suggerito e quindi avviato un mese fa dagli assessori comunali Alfieri (Cultura) e Montabone (Sport) sperando in un giudizio positivo e anche rapido. Lo imponeva la scadenza dell'asta fissata dal curatore fallimentare Ceni con il giudice Maria Luisa Fabbro per stamane alle ore 10, e il temporeggiare del presidente attuale del Toro, Urbano Cairo. Con il sigillo di «beni d'interesse culturali» posto dai solerti funzionali della sovrintendenza si vanifica l'asta giornaliera: chiunque presenti un'offerta, la base di partenza è 1 milione 410 mila euro più Iva, dovrà attendere 60 giorni per sapere se diventerà il legittimo proprietario del patrimonio di coppe e. marchi granata. Infatti, il vincolo posto permette ad un ente istituzionale, quale Stato, Regione o Comune, un diritto di prelazione sui cimeli da far valere entro due mesi. Pagando, fra l'altro, la stessa cifra versata dall'ipotetico compratore. Mossa peraltro già preventivata dall'amministrazione comunale nel caso il compratore fosse chiunque, eccetto Cairo. Senza sborsare alcuno spicciolo si taglia fuori inoltre una parte di possibili speculatori, perché il marchio della sovrintendenza è stato collocato su 10 pezzi pregiati, ovvero i 4 scudetti del Grande Torino, il piatto d'argento ricevuto a Lisbona poche ore prima della tragedia di Superga, due pagine di giornale, due foto e 1 gagliardetto in stoffa tutti di oltre mezzo secolo fa. Il ghiotto dell'intero lotto. Senza loro non ha la stessa attrattiva il «pacco» e comunque il vincolo pone il divieto di rivendere i cimeli separatamente, di esportarli all'estero e tanto-meno di distruggerli. Resta la questione dei marchi, la denominazione antica del Toro calcio. La sovrintendenza su questo punto non si espone perché non è. di sua competenza. In teoria, qualcuno potrebbe acquistare il tutto oggi, «regalare» alla Città i cimeli e poi iscrivere una squadra in Terza Categoria con il nome e la maglia granata più antica. Un percorso piuttosto complicato anche per chi nel cuore ha una sola passione, il Toro. Se l'asta andrà deserta, come appare probabile a questo punto, i cimeli verranno ritirati e riposti in vendita ad un prezzo inferiore. Uno sviluppo che sì potrebbe interessare Cairo.
La Sovrintendenza blinda i trofei granata
Il Toro calcio ha ceduto i suoi cimeli più pregiati, tra cui le coppe e i marchi, al Comune di Torino per evitare speculazioni. I cimeli sono stati dichiarati beni di interesse culturale e sono stati vincolati dalla Sovrintendenza ai beni artistici e storici. L'asta è stata fissata per stamane alle ore 10, ma il presidente attuale del Toro, Urbano Cairo, ha tempestato il procedimento. Se l'asta andrà deserta, i cimeli verranno ritirati e riposti in vendita ad un prezzo inferiore. Il Comune di Torino spera di evitare speculazioni e di proteggere il patrimonio del Toro.
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