A Torino, Alessandria, Fossano e Savigliano l'impegno sul territorio per valorizzare i beni artistici e quelli culturali Dalle quattro Consulte piemontesi per la valorizzazione dei beni artistici e culturali, dal 1987 a oggi, sono arrivati una ventina circa di milioni destinati ai restauri di beni culturali. Più di tre milioni e mezzo sono stati stanziati nel biennio 2005-2006.Si tratta di fondi messi a disposizione del patrimonio pubblico da parte di soggetti per lo più privati. Le quattro Consulte, quella di Torino (che ha stanziato il 75 circa del totale, con 28 soci tra cui Fiat, Ferrero, Lavazza, Utet), dell'Alessandrino (15 soci tra i quali il Gruppo Paglieri e Guala), di Fossano (12 soci, tra cui Maina e Dimaltalia) e di Savigliano (sempre 12 soci, tra cui figurano le due fondazioni Cassa di risparmio Savigliano e Crl), sono associazioni che riuniscono aziende, organizzazioni imprenditoriali, fondazioni ex bancarie. Il finanziamento avviene con il versano una quota annuale da parte dei soci. Lo spirito imprenditoriale e la liberalità di una trentina di aziende e associati, venti interventi di recupero realizzati in vent'anni, per un totale di quindici milioni di euro investiti, compreso il 2006, rappresentano il contributo che la Consulta di l'orino ha dato al patrimonio culturale subalpino. E il presidente Luigi Garosci a raccontarne la storia: «è sorta nell'87 dal mecenatismo di sei privati, attivi in importanti aziende torinesi, in una fase in cui le Soprintendenze riuscivano solo pi»talmente a far fronte alle urgenze, per mancanza di fondi, e le richieste di sponsorizzazione alle aziende erano numerose, ma scoordinate». Era necessario, quindi, un approccio manageriale che individuasse priorità e "facesse sistema". Una sfida ancora attuale in una Torino che oggi punta sul turismo culturale. «La nostra organizzazione evidenzia Garosi è snella e decide all'unanimità, in base alla rilevanza e urgenza dell'intervento, alla rapidità autorizzativa. alla valorizzazione e fruizione del bene ne! suo contesto e rispetto ai -grandi progetti del territorio e anche in base al ritorno di immagine». Fin dagli esordi, la Consulta torinese instaura uno stretto collegamento con le Soprintendenze e con gli enti pubblici. Il 1988 è l'anno del restauro dell'aula del Parlamento subalpino in Palazzo Carigna-no, poi la facciata dell'Archivio di Stato, la Chiesa di San Carlo e di Santa Cristina. Nel '92 le tele del Crivellino, nel Castello Cavour a Santena, mentre l'anno successivo la Chiesa di San Filippo Neri. Poi, per il Teatro Regio viene realizzata la cancellata in bronzo di Umberto Mastroianni. Tra il '95 e il '96 la Consulta interviene sulla Pinacoteca dell'Accademia Albertina. Il restauro dell'Aula del Parlamento italiano è del '97. Dal '99 al 2000 la Consulta è coinvolta nel restauro della facciata di Palazzo Reale e del Palazzo dell'Università. Nel 2001 è la volta del monumento a Vittorio Emanuele II, nel 2003 di Villa della Regina inaugurata la settimana scorsa, sarà visi-tabile nei week end a partire da agosto, nel 2004 della Promotrice delle Belle Arti (120mila euro), l'anno scorso della cancellata di Palazzo Reale (400mila euro) e delle Fontane il Po e la Dora in piazza Cln ( 150mila euro). La consulta interviene anche per restaurare la facciata ottocentesca di Palazzo Carignano, inaugurata a gennaio 2006 (500.000 euro). Un elenco non esaustivo e destinato ad allungarsi. «Da poco annuncia Angela Griseri della Consulta sono iniziati i nuovi lavori sulla facciata della Chiesa di San Carlo (150.000) e stiamo partecipando al recupero della sala Arazzi di Palazzo Chiablese (88.000): interventi che si concluderanno nel 2006. Per il 2007 stiamo valutando». La Consulta dell'Alessandrino è nata nel '97 dall'incontro di imprenditori e banche. «Il modello illustra il segretario Roberto Livraghi, assessore alla Cultura ad Alessandria è stato quello torinese. Siamo passati dai cinque fondatori ai 15 soci di oggi, non solo imprese, ma anche studi professionali, che potrebbero presto diventare 18 e che versano quote dai 2.500 ai 25mila euro l'anno». L'impegno profuso è stato di circa 125mila euro l'anno: dal 2005 si è aggiunto al restauro della Chiesa di Santa Maria di Castello quello della Chiesa di San Giovannino. Per il 2006-2008 è prevista un'erogazione di 300mila euro. «Nel '94 la Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano spiega Antonio Miglio, presidente della Fondazione, tra i soci coinvolge nel progetto Consulta le maggiori aziende locali, che da allora intensificano la loro partecipazione alla vita culturale fossanese. Oggi i soci, dopo una nuova entrata del 2006, sono 12». Ma perché fare i Mecenati? «Se un'impresa è virtuosa risponde Miglio allora è anche più accettata dalla collettività». Dal '95, dalla sua nascita, la Consulta di Fossano, con 1,5 milioni di erogazioni, 2006 incluso, è intervenuta anche nel restauro della Chiesa di San Giorgio, del Bastione del Salice, della Chiesa del Gonfalone, del Castello d'Acaja, di cui si sta per aprire il cantiere della quarta torre. Sempre nel Cuneese opera dal '97 la Consulta di Savigliano. Ha impiegato circa 800mila euro per il restauro della torre civica e di un dipinto nella Porta di San Giovanni. L'esempio tutto piemontese della Consulta è visto con interesse anche in Vallèe. «Qui questo tipo di coordinamento spiegano a Confindustria Valle d'Aosta non c'è ancora, anche se qualche singola attività di sponsor si registra. Il sistema dei fondi pubblici copre bene le esigenze di restauro di beni per lo più di proprietà regionale, ma il nostro patrimonio è di rilievo e le sinergie potrebbero essere utili».