Un accordo-lampo che è stato giudicato, dagli aderenti al Comitato civico Santa Maria di Portosalvo, tardivo e che ha portato ad un vero scempio. Ovvero quello che è avvenuto in via Verdi dove una colata di asfalto ha coperto completamente la vecchia, e storica, pavimentazione. Immediata è scattata la denuncia da parte del comitato, che ha definito vergognosa la colata di asfalto che ha letteralmente cancellato la storica pavimentazione di questa nobile strada napoletana che da piazza del Municipio immette verso la Galleria Umberto I e poi ai giardini del Palazzo Reale. «Nell'assordante silenzio degli ambientalisti e degli stessi "tutori dell'Arte" come i competenti assessori comunali e i funzionari della Sovrintendenza, si è infatti consumato l'ennesimo sfregio ai danni del patrimonio storico e artistico della nostra preziosa città senza nessuna protesta e nessuno scandalo. Alla faccia del riconoscimento Unesco assunto solo undici anni fa, la città di Napoli continua così a perdere, giorno per giorno, quei requisiti dell'arte che l'hanno resa celebre in tutto il mondo - ha detto rammaricato il presidente del comitato civico di Portosalvo, Antonio Pariante -Se questo è il criterio di tutela adottato per la difesa dei beni culturali napoletani, allora ci rivolgeremo alle massime istituzioni per evitare che il patrimonio storico e artistico della nostra città venga irrimediabilmente cancellato da questi scempi». Per questo motivo, lo stesso comitato civico, ha trasmesso una precisa lettera di denuncia alla Commissione Nazionale dell'Unesco che ha sede a Roma affinchè si possa chiarire se la colata di asfalto avvenuta in via Verdi abbia o meno violato i vincoli architettonici e paesaggistici che la dovevano garantire e preservare.