PALERMO - La Sicilia è percepita in ambito internazionale come una meta turistico-culturale con potenzialità ancora da sviluppare. È questo il quadro che emerge da un'indagine conoscitiva di Uftaa, (Universal Federation Travel Agents Association), commissionata dalla delegazione italiana dell'Unione delle Federazioni Mondiali degli Agenti di viaggi, dopo che all'inizio di questa stagione estiva a circa 600 turisti era stato negato l'accesso al Parco archeologico di Selinunte, nel Trapanese. «Secondo i dati raccolti -spiega Mario Be vacqua, delegato per l'Italia dell'Uftaa - oggi più che mai la Sicilia non è considerata soltanto meta estiva ma appare sempre più netta la sensazione che l'isola possa essere visitata nel corso di tutto l'anno. Il clima relativamente mite agevola questa percezione insieme alla variegata offerta del prodotto Sicilia. Ma è soprattutto l'enorme patrimonio artistico culturale che può vantare l'Isola ad attrarre i turisti, per i quali la Sicilia è vista come un grande museo a cielo aperto. Il problema, rileva l'indagine, è che secondo gli stranieri non si presta sufficiente cura nella gestione dei tesori artistici e culturali - sottolinea Bevacqua -, alcuni dei quali riconosciuti dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità». «Anzi, molti di questi sono scarsamente valorizzati e vengono lasciati in uno stato di abbandono - conclude -. Molti musei, poi, non compaiono neppure sulle mappe turistiche mentre le informazioni sugli orari di apertura e chiusura sono spesso troppo sommarie». Secondo i turisti stranieri, pertanto, sarebbe necessario, sfruttando al meglio le ottime condizioni climatiche, aprire i musei e i siti archeologici anche di sera, in particolare nella fascia oraria che va dalle 21 alle 24, soprattutto durante l'estate. L'esperimento in Sicilia è già stato attuato nella Valle dei Templi ad Agrigento. (Italpress)