La scoperta a giugno in zona Porta Romana, i Verdi criticano il Comune: nessuna comunicazione ufficiale del ritrovamento UNA necropoli con 157 scheletri (tutti adulti, tranne dieci di bambini). La Soprintendenza regionale per i beni archeologici conferma il ritrovamento di resti umani, teschi e ossa, ammassati nelle viscere di piazza Medaglie d'Oro. La scoperta, come anticipato da Repubblica, risale al mese di giugno, ed è avvenuta nel cantiere dove si sta costruendo un nuovo parcheggio da cinque piani interrati. Gli scheletri appartengono alle vittime della pestilenza del 1600, e sono stati rinvenuti in una fossa comune. «Nessun mistero, stiamo ricostruendo la loro vita», dice il soprintendente Elisabetta Roffia. I Verdi intanto hanno presentato un'interrogazione parlamentare e criticano il Comune: nessuna comunicazione ufficiale del ritrovamento. CENTOCINQUANTASETTE scheletri. Quasi tutti adulti, solo dieci di bambini. Accatastati uno sull'altro in una fossa comune riconducibile alla pestilenza del '600. La Soprintendenza ai beni archeologici conferma il ritrovamento di una vera e propria necropoli nel ventre di piazza Meda-glie d'Oro, a due passi da Porta Romana e a ridosso delle mura spagnole. La singolare scoperta, anticipata ieri da Repubblica, è avvenuta a giugno durante i lavori di scavo per la realizzazione di un nuovo parcheggio. A disseppellire teschi e ossa sono stati gli stessi esperti della Soprintendenza, intervenuti nel cantiere che sorge all'angolo tra Medaglie d'Oro e viale Bligny. Nella seconda sessione di scavila prima, durata da aprile a agosto 2005, aveva dato esiti infruttuosi gli archeologi hanno rinvenuto l'enorme quantità di resti umani, e non solo. Accanto alle carcasse, oltre ad anelli, croci e rosari, c'erano anche numerosi frammenti di ceramica. E proprio grazie a questi reperti è stato possibile datare gli scheletri. Secondo gli esperti apparterrebbero alle vittime della peste bubbonica del 1600, per intenderci quella " manzoniana". Ma notizie più dettagliate arriveranno tra qualche giorno, quando le ossa, impacchettate, numerate, attualmente custodite in un deposito, saranno analizzate nel laboratorio di paleoantropologia della Soprintendenza lombarda. Nel cantiere di piazza Medaglie d'Oro sono al lavoro, dal 18 aprile 2005, gli operai della Sabotino parcheggi srl, la ditta cui il Comune ha appaltato la costruzione di un nuovo sylos, cinque piani sotto terra, consegna prevista aprile 2007. Tra gli abitanti della zona, incuriositi e insospettiti alla vista dei teschi, si era sparsa la voce che potessero essere stati gli stessi operai a imbattersi nei resti umani. E a nasconderli, con una palizzata, alla vista del quartiere sino alla loro rimozione. Una voce infondata, smentita dai responsabili della Sabotino. «Nessuno ha toccato né occultato i resti archeologici rinvenuti nel cantiere dai tecnici della Soprintendenza», fanno sapere dalla società di costruzioni. Sulla scoperta degli scheletri intanto i Verdi (il capogruppo in Comune Maurizio Baruffi e il senatore Natale Ripamonti) hanno presentato una doppia interrogazione: in Parlamento e aPalazzo Marino. Al sindaco Letizia Moratti si chiede «perché non è stata data nessuna comunicazione ufficiale dell'avvenuto ritrovamento». Al ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli. «se è stato informato dell'accaduto dalla Soprintendenza regionale e quale rilevanza viene data all'episodio». (p. b.)