Un gioiello architettonico su Torino Apre al pubblico, dopo l'inaugurazione di venerdì scorso alla presenza del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, Villa della Regina, il complesso di vigna e giardini costruito sulla collina torinese, su modello delle ville romane, dal principe cardinale Maurizio di Savoia, ad inizio del Seicento. Apre, dopo oltre dieci anni di restauri per un investimento di 20 milioni di euro, a partire dal 5 agosto a Pasqua 2007, tutti i sabato e domenica. Inserita nel Patrimonio mondiale dell'Unesco, la Villa fa parte dei circuito delle residenze sabaude. Dodici ettari di superficie, di cui quattro di giardino e tre di bosco, è un gioiello architettonico che s'affaccia sulla città. Il colpo d'occhio è già magico: l'edificio si presenta tra giardini a parterre e in forma di teatro, padiglioni aulici, grotte, giochi d'acqua, una piccola Versailles. La Villa affonda le sue radici storiche nel 1615. Nel 1642 il cardinale Maurizio di Savoia abbandona il percorso ecclesiastico e sposa la giovane nipote Ludovica di Savoia che rimarrà padrona dì casa fino al 1692. Poi la Villa passa in eredità ad Anna d'Orleans, nipote di Luigi XIV e moglie di Vittorio Amedeo II e da quel momento si fregia del titolo di Villa della Regina. In seguito, nel Settecento, Polissena d'Assia-Rheinfels e Maria Antonia Ferdinanda di Borbone-Spagna, disposero ulteriori lavori. Grazie a loro l'edificio è stato impreziosito, ad esempio, dai famosi Gabinetti "alla cinese". Tra gli artisti che in seguito vi lavorarono, Filippo Juvarra. Dopo oltre 150 anni sono state riattivate le fontane, attingendo dalle sorgenti originarie, risistemati i Giardini all'italiana, gli appartamenti reali del piano nobile. L'antico vitigno è stato reimpiantato e la prima vendemmia è prevista nel 2008. A carattere didattico sperimentale (in Italia c'è un unico precedente, a Pompei) produrrà in prevalenza vino freisa, in minima quantità barbera. Entro il 2007 il cantiere - secondo le previsioni - dovrebbe chiudersi con il completamento degli interventi ai locali del secondo piano, un altro padiglione, il pergolato di 500 metri lungo i filari, le strade d'accesso alla Villa. Saranno, infine recuperate le antiche tappezzerie in taffetas chiné a la branche e i rivestimenti del mobilio, ma ormai, considerato il lavoro già fatto, si tratta di dettagli, messe a punto. Nel frattempo i visitatori potranno accedervi, gratuitamente, ma su prenotazione, a venticinque persone alla volta per viste guidate. Per la prima volta, dopo più di vent'anni, gli apparati lignei scolpiti dorati e dipinti ritrovano posto, nelle diverse cromie, negli appartamenti aggiornati nel Settecento per Carlo Emanuele HI e Polissena d'Assia. I restauri dei giardini e del parco, avviato nel 2001, dopo le prime sistemazioni che hanno interessato il Giardino dei Fiori e l'Asse del Belvedere, già ultimati nel 2003, hanno aggiunto ulteriori tasselli di completamento nel recupero ambientale a parterre del grande Rondò e della maggior parte delle aree destinate a parco. La lunga e difficile rinascita della Villa, è iniziata nel '94 con l'affidamento del complesso alla soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e, etnoantropologico del Piemonteil suo aspetto era desolante. Dopo la perdita di funzione di residenza reale e la cessione nel 1865 all'istituto Figlie dei Militari, una serie di usi impropri, la mancanza di manutenzione, i bombardamenti di guerra, la portarono a un rovinoso degrado. Hanno affiancato la soprintendenza nel processo di recupero la Compagnia di San Paolo, la Fondazione Crt, la Regione Piemonte, tramite gli Amici dell'Arte in Piemonte e la Consulta per la valorizzazione dei Beni artistici e culturali del Piemonte. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di apertura al pubblico della restaurata residenza della Villa della Regina di Torino, ha inviato al ministro Entelli un messaselo in cui sottolinea che "l'esemplare progetto di recupero ha offerto un contributo di rilievo alla conservazione e alla promozione di un gioiello monumentale fra i più straordinari presenti nel territorio piemontese. La nostra Costituzione - prosegue il Capo dello Stato - afferma solennemente l'impegno della Repubblica nella tutela del patrimonio storico-artistico della Nazione, intreccio unico fra natura, arte e opera dell'uomo. Il sapiente restauro di questa preziosa villa seicentesca - conclude il presidente Napolitano - offre per la prima volta alla ammirazione del pubblico un complesso di assoluto pregio e bellezza, valorizzato anche dall'apertura di nuovi spazi culturali al servizio dei cittadini".
Villa della Regina, dopo dieci anni di lavori la residenza sabauda apre al pubblico
La Villa della Regina, un complesso di vigna e giardini costruito nel Seicento su modello delle ville romane, è stata inaugurata al pubblico dopo oltre dieci anni di restauri. Il complesso, inserito nel Patrimonio mondiale dell'Unesco, è un gioiello architettonico che s'affaccia sulla città di Torino. Il restauro ha costato 20 milioni di euro e ha recuperato gli antichi giardini, il bosco e le strade d'accesso. I visitatori potranno accedere alla Villa gratuitamente, ma su prenotazione, per viste guidate.
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