LIDO. «Anche il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ci da ragione e fa capire che a costruire il nuovo Palazzo del Cinema dovranno pensare innanzitutto le forze locali. Se qualcuno pensava di battere cassa a Roma, ha sbagliato. Che poi il ministro si renda disponibile per finanziare almeno in parte la struttura e incontrare, a questo scopo, gli amministratori locali, non può che farci piacere, ma intanto noi andiamo avanti con il nostro progetto». E' molto secco il commento del direttore generale dell'Asl 12 Antonio Padoan all'incontro romano tra Rutelli. il presidente della Biennale Davide Croff e quello della Fondazione Musica per Roma Goffredo Bettini, in cui il ministro siglando una sorta di patto di collaborazione tra la Mostra del Cinema di Venezia e la Festa del Cinema di Roma ha annunciato la sua disponibilità a una riunione tecnica con gli amministratori veneziani per discutere del nuovo Palazzo e di un eventuale finanziamento del Governo. «Si tratta di una disponibilità da verificare spiega Padoan ma intanto il progetto legato alla cessione dell'area dell'ex Ospedale al Mare, per finanziare anche il nuovo Palazzo del Cinema, deve proseguire. Tra pochi giorni contiamo di pubblicare il bando per verificare le manifestazioni di interesse e pensiamo di convocare una Conferenza di Servizi con Comune e Regione, per accelerare i tempi di approvazione della variante urbanistica per rendere disponibile l'area che sarà alienata». Intanto è polemica con il quotidiano La Repubblica, che in un articolo ha duramente criticato la politica sanitaria di Regione, Asl e in parte Comune, definendo immorale l'operazione legata all'ex Ospedale al Mare e parlando di smantellamento della sanità veneziana e di priva-tizzazione. Si annunciano querele ma intanto in un'interrogazione il consigliere regionale di Rifondazione Pietrangelo Pettenò denuncia: «A Venezia la sanità vive un momento critico: il pronto soccorso scoppia, le idroambulanze non bastano e ipostiletto insufficienti nei reparti. Viene da chiedersi cosa fa la Giunta regionale per assicurare i servizi ai cittadini», (e.t.)