Chi sperava di trovarvi un progetto culturale, con il programma dettagliato delle mostre per i prossimi anni, e l'indicazione delle risorse dei finanziatori privati, è rimasto deluso. Il documento di programmazione della «Fondazione Palazzo Strozzi» che ieri il presidente Lorenzo Bini Smaghi ha illustrato ai giornalisti in vista di presentarlo al consiglio comunale (lunedì 24) e successivamente al consiglio provinciale, contiene per ora solo l'indicazione di due mostre in Palazzo Strozzi, quella dell'Alberti che sta per chiudere e quella su Cezanne prevista da marzo a luglio 2007, tutte e due avute in eredità da Firenze mostre e finanziate dalla Cassa di Risparmio. Quanto ai partner privati, si dice solo che saranno una ventina, che la loro ricerca è in corso e che dovranno fornire insieme ai soci pubblici risorse per 1-2 milioni di euro all'anno mentre il resto del fabbisogno arriverà dai biglietti (1-1.5 milioni) e da sponsor (mezzo milione). La Fondazione parte piano e per il momento riproduce Firenze mostre con l'utilizzo di Palazzo Strozzi e, dal 2008, anche del Forte di Belvedere. Non si parla più della gestione integrata dei musei comunali né di quelli della provincia, non si parla del futuro del centro di arte contemporanea al Meccanotessile: nei progetti di sviluppo c'è una tessera che consenta l'ingresso alle mostre e a tutti i musei della città (statali e non), il coordinamento con le attività culturali del Maggio e di Pitti Immagine, iniziative di spettacolo rivolte al grande pubblico nel cinema, nel teatro e nella musica. «Il primo obiettivo della Fondazione è quello di acquisire autorevolezza e credibilità ha spiegato Bini Smaghi, che era accanto alla vicepresidente Cristina Acidini e al direttore della cultura di Palazzo Vecchio Giuseppe Gherpelli . Firenze mostre non aveva un piano industriale, questo nostro non è un libro dei sogni ma è qualcosa di realizzabile». Il piano prevede una mostra principale in Palazzo Strozzi e tra la primavera e l'estate di ogni anno, che dovrebbe attirare dai 150 al 200mila visitatori italiani e stranieri, più una mostra autunnale che ottenga almeno 80mila ingressi. "Al Belvedere si pensa a una rassegna estiva all'aperto da giugno a settembre ma per ora non sono stati fatti i conti delle necessità finanziarie per questa voce. Il documento dì programmazione indica in 900miIa euro le spese fisse della Fondazione, tra personale, costi di base e promozione istituzionale e avverte che il fabbisogno per il programma di Palazzo Strozzi va da 1,8 a 2,5 milioni di curo l'anno, dipende dal numero di visitatori, e quindi di biglietti venduti: l'obiettivo è 200mila, l'insuccesso 120mila. Allestire una mostra di qualità costa 2,5 milioni tra trasporti delle opere, promozione, assicurazioni, allestimento e personale. Niente di nuovo sotto il sole, solo un concreto e serio panorama di costi e possibili ricavi. Che evidentemente non era mai stato fatto in precedenza. Bini Smaghi chiede anche che venga messo a disposizione il piano terreno di palazzo Strozzi per aumentare gli spazi a disposizione delle mostre e migliorare l'accoglienza dei visitatori, oltre a interventi per migliorare il decoro della piazza, eliminando le auto in sosta.