Pericolo scampato per le Ville venete. Se il ministro Rutelli non si fosse opposto al pacchetto Visco, i proprietari di Villa veneta che vi svolgono una qualche forma di attività commerciale, oggi si vedrebbero costretti a pagare il massimale Ici. Un gran brutto segnale, per le Ville e per il Veneto. Le Ville Venete rappresentano infatti uno dei maggiori patrimoni culturali del nostro territorio. Se ne sono censite, in Veneto, almeno tremila. Una realtà che segna, che denota in modo quasi capillare il paesaggio Veneto. Varrebbe infatti la pena di ricordare che molte Ville, quelle palladiane in pri-mis, svolgevano un vero e proprio ruolo di «fabbrica» agricola. Luoghi di loisir, ma anche centri funzionali dell'attività imprenditoriale delle grandi famiglie nobiliari veneziane che, ridefinito il ruolo «marinaro» della Repubblica riorientavano i loro interessi verso la terraferma. Con le bonifiche, con le Ville appunto. Le Ville venete, con le Ville palladiana inserite giustamente nel Patrimonio Unisco, sono beni culturali, assumibili quali «testimonianza di civiltà». Un patrimonio «unico» e giustamente vincolato dallo Stato. Si tratta infatti di beni sottoposti a regime speciale: con il vincolo il proprietario è obbligato a rispettare tutta una serie di prescrizioni sia rispetto all'uso del bene, sia rispetto ad eventuali interventi di restauro o di rifunzionalizzazione della struttura. Poiché le Ville sono considerate «bene culturale», appartenenti in quanto tali al patrimonio culturale di una collettività, il singolo proprietario può disporne, con l'avvertenza che l'uso del bene deve garantirne il godimento all'intero comunità e alle future generazioni. Insomma i proprietari di Ville Venete, ma il discorso vale per i proprietari di altri tipi di dimora storica vincolata, sono dei veri e propri soggetti della tutela. E' il fatto di vivere la Villa che la mantiene in vita. E per molti proprietari il tenere in vita la Villa ha significato spesso correlarvi della forme di attività imprenditoriale: l'ospitalità, l'uso della Villa per matrimoni o Convegni e via dicendo. Le attuali norme sulle agevolazioni fiscali prevedono che i proprietari di Villa, proprio perché il loro bene è sottoposto dalla Stato ad un regime particolare di tutela, paghino un'Ici agevolata, in fascia più bassa. La norma dice che tale agevolazione vale «in ogni caso». Su questa espressione si è aperto un contenzioso tra molti comuni, l'agenzia delle entrate e i proprietari e le Associazioni che li rappresentano. Il vice-ministro Visco nel decreto predisposto l'altro giorno aveva tolto dal testo di legge che prevedeva l'agevolazione l'espressione «in ogni caso». Il che stava a significare che in caso di attività commerciale legata alla Villa, il proprietario avrebbe dovuto pagare l'Ici in fascia più elevata, mentre il beneficio rimaneva se la Villa fosse stata usata solo come residenza. Un vero disastro per tutto il sistema delle dimore sto-riche italiane e delle Ville Venete in particolare. Molti proprietari riescono a fare i restauri infatti solo grazie a quanto recuperano con l'attività commerciale. Per fortuna in una pagina del Programma dell'Unione è scritto che «va valorizzata la funzione di sussidiarietà svolta dai privati rispetto a ville e dimore storiche con agevolazioni e incentivi fiscali». Ho inserito tale passaggio, discusso con l'Associazione Ville Venete e con il suo presidente, Riccarda Avesani, proprio per rafforzare il ruolo ed il contributo dei proprietari rispetto alla tutela di tale inestimabile patrimonio. E' ciò che ha permesso al ministro Rutelli di sostenere che tale intervento fiscale, introdotto dal viceministro Visco, non solo non era previsto dal Programma di Prodi, ma che, al contrario, ne contrastava la logica ed il senso politico e culturale. Al contrario il mondo delle Ville e delle dimore storiche si attende giustamente dal ministro interventi che vanno nella direzione di un rafforzamento del valore attribuito alla tutela esercitata dai proprietari. E soprattutto si attendono segnali di vera e propria razionalizzazione dell'operato delle Soprintendenze, in particolare per quanto attiene all'uniformità dei comportamenti e al riconoscimento che tutta una serie di attività svolte dai privati sono riconducibili alla tutela, e quindi suscettibili di agevolazione fiscale: le ricerche storiche, i servizi tecnologici, ecc. Insomma, per ora bene, ma il lavoro da fare è ancora lungo. parlamentare della Margherita Dl-l'Ulivo
Ville venete salvate dall'Ici
Il ministro Rutelli ha sostenuto che il pacchetto Visco, che prevede l'eliminazione dell'agevolazione fiscale per i proprietari di Ville Venete che svolgono attività commerciali, è un "gran brutto segnale" per il Veneto e per le Ville Venete. Le Ville Venete sono beni culturali unici e vincolati dallo Stato, e i proprietari sono soggetti della tutela. Il ministro ha anche sostenuto che il pacchetto Visco contrasta la logica e il senso politico e culturale del Programma di Prodi. Il mondo delle Ville e delle dimore storiche si attende interventi del ministro per rafforzare il valore attribuito alla tutela esercitata dai proprietari.
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Bene culturale
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