Oggi il cardinal Tettamanzi inaugura il nuovo monastero dei benedettini. «Sfrattati» dalla Brianza, hanno trovato casa nei monti del Luinese DUMENZA (Varese) - Le parole consumate dal tempo si guariscono nel silenzio. La regola di vita dei benedettini diventa terapia per manoscritti e libri antichi, bisognosi di cure. Oggi pomeriggio il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi salirà fino ai 1.200 metri dell'Alpe Pradecolo, dove, in un bosco di faggi e querce benedirà la nuova sede della comunità dei benedettini della Santissima Trinità. Già il fatto che nel 2006 nasca un nuovo monastero è un evento a suo modo speciale. Ma sulle montagne della val Dumentina si farà molto di più che pregare e cercare Dio nel silenzio della natura incontaminata: qui prenderà vita un laboratorio per il restauro di antichi manoscritti e icone sacre, proseguendo l'esperienza che per anni i monaci benedettini hanno portato avanti nella loro comunità di Vertemate (Corno), sede che erano stati costretti ad abbandonare un anno fa. Padre Nicola Martin, che ha passato 48 anni a salvare da muffe e umidità tesori della spiritualità cristiana, sistema torchi, attrezzi e solventi nelle nuove stanze, soppesa i delicati fogli dell'ultimo libro affidato alla «clinica» di Dumenza, un cronicario del 1400 proveniente dalla diocesi di Corno. «Ma abbiamo già messo al sicuro altri scritti - ricorda padre Nicola - tra cui una Divina Commedia con le annotazioni originali di Giovanni Alighieri, il figlio di Dante e anche una copia risalente al VII secolo del "De civitate" di Sant'Agostino». Nel nuovo monastero vivranno 16 monaci che potranno però ospitare fino a dieci «forestieri» che vorranno salire e trascorrere un periodo di raccoglimento sulla montagna varesina. Padre Adalberto Piovano, che della comunità della Santissima Trinità sarà il priore, racconta come sarà scandita la giornata del monastero: «La regola benedettina dell'ora et labora resta la base della nostra vita: sveglia alle 5 e venti del mattino per la prima preghiera, per il resto il lavoro si alternerà fino alle 21 ai momenti religiosi e alla meditazione nel silenzio». A Dumenza la comunità occupa una colonia elioterapica abbandonata da oltre vent'anni. «Quando abbiamo dovuto lasciare la nostra casa di Vertemate - prosegue padre Piovano - cercavamo un luogo che garantisse la pace e la solitudine. Ci è stato suggerito questo posto e lo abbiamo trovato ideale e vicino al nostro spirito». Raggiungere il monastero non è facilissimo: lasciato il paese di Dumenza restano cinque chilometri di tornanti ripidissimi prima di arrivare a destinazione. Eppure, i pochi posti della foresteria registrano già il tutto esaurito per l'estate. I muri e i locali dell'ex colonia sono stati rimessi a nuovo con una sola aggiunta: un chiostro, ritenuto indispensabile alla simbologia e alle funzioni della vita così come venne pensata da San Benedetto. La comunità si manterrà attraverso il lavoro di restauro dei libri: i manoscritti arriveranno qui dalla Biblioteca Ambrosiana, dall'Istituto di patologia del libro di Roma, da archivi e collezioni private. I metodi di lavoro imiteranno il più fedelmente possibile quelli antichi: terre, pigmenti naturali e chiara d'uovo per riprodurre i colori, attrezzature manuali per ripulire le pagine di pergamena e carta antica. «Comprendiamo che la nostra scelta di vita - spiega ancora il priore - è controcorrente in un mondo che punta tutto sull'efficienza. Ma questo a lungo andare svilisce l'uomo. Diciamo no a una concezione angosciata del tempo. E poi c'è il nostro rapporto privilegiato con la parola: nel silenzio del nostro lavoro, noi la riportiamo alla vita».
Corriere della Sera
11 Luglio 2006
Clinica dei manoscritti, guarito anche Dante
CL
Claudio Del Frate
Corriere della Sera
Oggi il cardinale Dionigi Tettamanzi inaugura il nuovo monastero dei benedettini della Santissima Trinità a Dumenza, in Val Dumentina. La comunità, che era stata sfrattata dalla Brianza, ha trovato una nuova sede in un'antica colonia elioterapica abbandonata. Il monastero sarà un laboratorio per il restauro di antichi manoscritti e icone sacre, con 16 monaci e la possibilità di ospitare fino a dieci forestieri. La giornata del monastero sarà scandita dalla regola benedettina dell'ora et labora, con preghiere, lavoro e momenti di meditazione nel silenzio.
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