OLCENENGO INAUGURATO L'EDIFICIO DOPO I LAVORI DI RESTAURO Sono stati necessari oltre 500 mila euro, ma ne è valsa la pena: a 67 anni dall'apertura, la ex Casa del Fascio di Olcenengo è ora tornata a nuova vita. Numerosi i presenti all'inaugurazione, venerdì sera: al taglio del nastro ha provveduto il sindaco Ercole Gaibazzi, poi l'avvenimento è stato commentato dal «vice» Egidio Archero che da primo cittadino ne aveva avviato le procedure per il recupero, il restauro e l'ampliamento. Sono state utilizzate per il 70 per cento risorse europee a fondo perduto; alla quota residua ha provveduto il bilancio comunale. Sponsor del recupero sono stati l'Unione europea, il ministero per i Beni culturali, la Regione Piemonte, la Provincia, l'Ascom (presente con presidente e direttore) e la Confesercenti di Vercelli, l'Ecomuseo delle terre d'acqua, il Consorzio dei Comuni, «Terre d'acqua», la Soprintendenza ai Beni architettonici. Presenti numerosi sindaci dei paesi vicini e l'architetto Giovanni Bianco, autore del progetto; alla benedizione dei locali ha provveduto il parroco, don Bruno Capuano; hanno commentato l'evento il senatore Irmo Sassone e il consigliere regionale Alessandro Bizjak. L'edificio, iniziato nel 1936 e terminato tre anni dopo (A. XVII E. F. come si legge sul mosaico di marmo inciso sul limitare della porta d'ingresso) era ormai in condizioni di grave degrado: l'architetto Bianco ha ricavato al pianterreno un salone multimediale, locali per uffici e per una piccola biblioteca; al piano superiore e nell'ampliamento, che si affaccia verso il cortile posteriore, ha realizzato l'ostello con 16 posti letto e annessi servizi; un ascensore è destinato ad abbattere le barriere architettoniche. In programma il bando per l'affidamento in gestione della struttura; quanto all'ostello, che è attrezzato anche per il servizio di «bad and breakfast», sono in corso contatti con l'Università di Vercelli per ospitarvi i suoi studenti. w. ca.