"A nessuno piacciono gli spot sui monumenti. Questo è un dato di fatto. Però gli stessi sono funzionali al restauro dei beni culturali". Lo afferma il soprintendente ai beni architettonici del Comune di Roma, Maurizio Galletti, sulla questione dei cartelloni pubblicitari sulle facciate dei monumenti. Che spiega: "I criteri? Il contesto, per esempio. Si potrebbe decidere di non affiggere spot sulle chiese che si affacciano su via dei Fori Imperiali". "O il Colosseo - continua - tra i monumenti sui quali affiggere cartelloni. Sono criteri - sottolinea - che già stiamo adottando. Sulla facciata di Santa Maria in Cosmedin presso la Bocca della Verità, ad esempio, la scelta di apportare solamente un logo, con su scritta la marca dello sponsor. A parte la chiesa in questione - dice - il discorso dipende anche dall'entità di chi sponsorizza, in fatto di decisioni che riguardano l'ampiezza dei cartelloni, i colori, i soggetti. Il discorso, quindi, è a monte". Poi Galletti aggiunge: "In autunno definiremo tutti i lavori per consentire il trasferimento del Circolo Ufficiali. Abbiamo steso un microprogramma con i militari e con il ministro dei Beni Culturali. Un programma steso grazie a riunioni settimanali". A tal proposito, sul ministro Francesco Rutelli, il soprintendente precisa: "Sarebbe più corretto dire che il ministro, essendo stato sindaco di Roma e forte di quella esperienza, ha fissato i tre obiettivi che, a Roma, dovranno essere portati a termine: i lavori del Maxxi, la Domus Aurea e la risoluzione della questione Palazzo Barberini". Quanto agli obiettivi fissati dalla Sopraintendenza da qui ad un anno, Galletti spiega: "Il restauro e il recupero funzionale del complesso ex Caserma Lamarmora e dell'ex Carcere Femminile, attualmente i lavori sono in fase di preavviso, del Complesso del San Michele ed ex Arsenale Pontificio presso Porta Portese, che potranno costituire un ulteriore polo di uffici e laboratori di restauro di quella che può essere definita la Cittadella della Cultura, il Complesso di San Michele". "E' stato avviato un lavoro congiunto - sottolinea poi Galletti - tra la Regione Lazio e le altre istituzioni interessate per definire il nuovo Piano Paesistico regionale che sostituirà i singoli piani paesistici. In particolare - conclude - ci sarà una trattazione coordinata delle sanatorie nelle parti più pregiate del territorio come il Parco dell'Appia per cui esiste una speciale Commissione, il Parco di Veio, il sistema del Parco della Valle del Tevere nella zona del comune di Roma".