Regolamento per la pubblicità: chiese e aree archeologiche divise in tre «classi» PARLA Maurizio Galletti, soprintendente ai Beni architettonici e al Paesaggio del Comune di Roma. L'idea è chiara: dividere i monumenti della città eterna in tre «classi». Quelli che potranno ospitare piccole pubblicità, quelli che, invece, saranno coperti per larga parte dagli spot e, appunto, gli «intoccabili». Galletti non usa mezzi termini e lancia le priorità per la salvaguardia dei monumenti. Non solo. Delinea i prossimi restauri che faranno tornare all'antico splendore pezzi rilevanti della storia di Roma. «In autunno definiremo tutti i lavori per consentire il trasferimento del Circolo Ufficiali di Palazzo Barberini. Abbiamo steso un microprogramma con i militari e con 0 ministro dei Beni culturali». In più, i prossimi obiettivi saranno i lavori del Maxxi e la Domus Aurea. Il soprintendente Galletti fa il punto: «Strutture divise in tre classi». Pronti gli interventi. Monumenti e spot Cambiano le regole «UN LOGO, una facciata sulla quale poter affìggere pubblicità e monumenti da considerare, al contrario, intoccabili». A dirlo è Maurizio Galletti (nella foto), soprintendente ai Beni Architettonici e al Paesaggio del Comune di Roma. L'idea, insomma, è quella di dividere i monumenti della città eterna in tre «classi»: quelli che potranno ospitare piccole pubblicità, quelli che, invece, saranno coperti per larga parte e, appunto, gli «intoccabili». I cartelloni sui monumenti creano scalpore e tornano a far discutere. Le regole per l'affissione di pubblicità sulle facciate per finanziare ì lavori (in parte o totalmente) ci sono e sono scritte. A mancare è l'elenco dei beni sui quali poter affiggere gli spot, funzionali al restauro del bene in questione. La divisione sarà netta. Attorno al tavolo per la suddivisione dei beni culturali siederanno archeologi, architetti, critici d'arte provenienti dalle diverse soprintendenze. Coloro che, insomma, si preoccupano di tutela, manutenzione, conservazione e restauro di facciate e siti archeologici capitolini. Galletti non usa mezzi termini e lancia le priorità per la : salvaguardia dei monumenti. Non solo. Delinea i prossimi restauri che restituiranno all'antico splendore pezzi rilevanti della storia di ; Roma. Si comincia, comunque, dalla pubblicità. Dottor Galletti, quali potrebbero essere i criteri? «A nessuno piacciono gli spot sui monumenti. Questo è un dato di fatto. Però, gli stessi, sono funzionali al restauro dei beni culturali. I criteri? Il contesto, per esempio. Si potrebbe decidere di non affiggere spot sulle chiese che si affacciano su via dei Fori Imperiali. O il Colosseo, tra i monumenti sui quali non affiggere cartelloni. Sono criteri che già stiamo adottando. Sulla facciata di Santa Maria in Cosmedin presso la Bocca della Verità, ad esempio, la scelta di apporre solamente un logo, con su scritta la marca dello sponsor. A parte la chiesa in questione, il discorso dipende anche dall'entità di chi sponsorizza, in fatto di decisioni che riguardano l'ampiezza dei cartelloni, i colori, i soggetti. Il discorso, quindi, è a monte». Il «trasloco» del Circolo Ufficiali di Palazzo Barberini? «In autunno definiremo tutti i lavori per consentire il trasferimento del Circolo Ufficiali. Abbiamo steso un microprogramma con i militari e con il ministro dei Beni Culturali. Un programma steso grazie a riunioni settimanali». Ha avuto un incontro con il ministro? «Sarebbe più corretto dire che il ministro, essendo stato sindaco di Roma e forte di quella esperienza ha fissato i tre obiettivi che, a Roma, dovranno essere portati a termine: i lavori del Maxxi, la Domus Aurea - per quanto riguarda i beni archeologici - e la risoluzione della "questione Palazzo Barberini"». GII obiettivi della Soprintendenza per I Beni Culturali da qui a un anno? «Il restauro e il recupero funzionale del complesso ex Caserma Lamarmora e dell'ex Carcere Femminile - attualmente sono lavori in fase di preavviso - del Complesso del San Michele ed ex Arsenale Pontificio presso Porta Portese, che potranno costituire un ulteriore polo di uffici e laboratorii di restauro di quella che può essere definita la Cittadella della Cultura, il Complesso di San Michele». I finanziamenti? «I finanziamenti ci sono, finalizzati a opere realizzate grazie alla collaborazione tra le Soprintendenze -il ministero - e la direzione regionale dei beni culturali». Come verranno distribuiti? «Per partire, 12 milioni di euro verranno destinati al Vittoriano, 5 milioni di euro per Lamarmora, 2 milioni di euro per l'ex Carcere femminile, 2 milioni di euro per l'Arsenale Pontificio, oltre 2 milioni di euro per l'ex Mattatoio». Come verrà rldisegnato l'ex Mattatolo? «Diventerà Musei dei Gessi, con materiale proveniente dalla Gipsoteca del Vittoriano. Alcuni hanno bisogno di restauro perciò adegueremo i locali. In questo modo, l'ex Mattatoio diverrà anche un laboratorio per il restauro delle opere». Opere per rlvalorlzzare l'intero quartiere di Testacelo? «Certo, in quella zona c'è l'università, il Macro e, in futuro, ci sarà il Museo dei Gessi». L'ex Carcere Femminile, I progetti in cantiere? «C'è un'idea, che è quella di rivalorizzare l'intero edificio con l'allestimento di una Mediateca. Ovviamente grazie alla collaborazione con i Beni archivistici». Il restauro del Vittoriano, quando Inizieranno i lavori? «Attualmente sono state concluse le operazioni di gara per il restauro del Vittoriano. Si tratterà di risolvere problemi strutturali. Per collegare verticalmente un piano con l'altro, per rendere più agibili i sotterranei - già aperti al pubblico - in modo tale da avviare i lavori di restauro in autunno. La conclusione del progetto è stata fissata a due anni dall'avvio, un tempo indicativo per permettere il restauro del Complesso». Appena Insediato In Soprintendenza disse di preoccuparsi, oltre che della tutela e manutenzione dei monumenti, della cura del paesaggio romano: parchi e quant'altro... «È stato avviato un lavo-, ro congiunto tra la Regione Lazio e le altre istituzioni interessate per definire il nuovo Piano Paesistico regionale che sostituirà i singoli piani paesistici. In particolare, ci sarà una trattazione coordinata delle sanatorie nelle parti più pregiate del territorio come il Parco dell'Appia per cui esiste una speciale Commissione, il Parco di Veio, il sistema del Parco della Valle del Tevere nella zona del Comune di Roma».