La riforma dell'Enit ancora non decolla, dopo anni di discussioni e 12 mesi dal provvedimento del Governo che l'ha delineata. «Tra un mese sarà varato il Cda, del quale farà parte anche l'assessore Veneto al Turismo Luca Zaia, e poi l'Agenzia nazionale potrà insediarsi, in sinergia con Regioni e imprenditori», ha assicurato ieri Piergiorgio Togni, direttore generale della Direzione turismo della Presidenza del Consiglio. In attesa di diventare Agenzia, l'ex Enit, oggi guidato dal commissario straordinario Amedeo Ottaviani, si è addirittura fatto in due, nonostante la cronica carenza di risorse. Alla fine di novembre del 2004, con un capitale di 11mila euro, è stata infatti costituita la società Promuovi Italia, per il 70 facente capo all'Enit, appunto, e per la parte restante all'Isnart, una realtà del sistema delle Camere di commercio, che si occupa di turismo. Tra gli obiettivi di Promuovi Italia anche la realizzazione di attività di valutazione di impatto ed ottimizzazione degli strumenti di programmazione negoziale. Nel corso della prima metà del 2005 il Cipe ha deciso che Promuovi Italia si occupasse di promozione turistica ed ha stanziato un fondo di 5 milioni di euro a valere sulle dotazioni dell'ex ministero delle Attività produttive. Un ulteriore stanziamento di 6,5 milioni di euro è stato poi previsto da parte del ministero Attività produttive all'inizio di aprile, con un decreto che porta la data del giorno 7, con l'obiettivo di finanziare esplicitamente progetti «di promozione turistica mirati alla destagionalizzazione dei flussi turistici». Promuovi Italia è dunque una Sri, ha avuto fondi per complessivi 11,5 milioni di euro, ed è presieduta da Maurizio Maddaloni, già consigliere Enit, leader dei commercianti di Napoli e vicepresidente di Confcommercio. Il bilancio 2005 si è chiuso con utili per 15.064 euro, a fronte di 8.110.120 euro di disponibilità liquide, e 8,6 milioni di attivo circolante. Non risultano dipendenti, dai dati Cerved. D cash flow è di 16.300 euro, le spese generali sono pari a 178mi-la euro. Nel Cda siede anche lo stesso Togni. La vicenda Promuovi Italia è infine finita davanti al Tar Lazio. Una nutrita serie di società che operano nel settore dei servizi e della consulenza hanno chiesto la sospensiva dei decreti che hanno concesso i fondi (prima 5 milioni e poi 6,5) senza gara.