Il portale italiano del turismo è in fase di realizzazione» oppure, come dice la traduzione in inglese, «...sarà presto online». Sì, ma quando? Così si presenta la home page di Italia.it, il portale nazionale del turismo per il quale sono stati stanziati 45 milioni di euro e che è stato presentato dal Governo nel marzo scorso «come la vetrina digitale interattiva sul mondo» con l'obiettivo di promuovere l'offerta italiana e colmare, una volta per tutte, la lacuna che l'Italia ha nei confronti di concorrenti del calibro di Francia e Spagna che da tempo hanno un portale Internet nazionale efficiente. «È una grande occasione finora persa commenta Andrea Giannetti, presidente di Assotravel . Troppi errori e sprechi hanno contraddistinto il progetto». Al momento i lavori sono bloccati e il progetto del metaportale turistico rimane chiuso in un cassetto paralizzato secondo alcuni dall'opposizione delle Regioni che temono di perdere la propria autonomia in materia di turismo e hanno, tra l'altro, fatto ricorso alla Consulta per dichiarare illegittimo quel Comitato, istituito con la legge 80 del 2005 e insediato il 3 novembre ufficialmente alla presenza dell'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: così di fatto è stata bloccata anche la Cabina nazionale di regia per il turismo (si veda «Il Sole-24 Ore» del 18 giugno). Un maxiportale turistico strategico ma fantasma, dunque, al quale si è arrivati dopo oltre due anni di lavoro e denaro speso. Tanto, visto che si parla di un budget di 20 milioni di euro spesi per lo studio di fattibilità, un benchmark internazionale e la preparazione della gara d'appalto, la progettazione, la realizzazione e la gestione operativa del sito internet oltre a un piano di promozione internazionale per il lancio del portale. A questi si aggiungono altri 25 milioni destinati a cofinanziare progetti, ancora da definire, con le Regioni e le amministrazioni locali per produrre e adattare contenuti informativi digitali a livello territoriale. E proprio la disomogeneità dei contenuti locali sembra essere uno dei problemi che ha bloccato la partenza del portale, fanno sapere dal ministero dei Beni culturali guidato da Francesco Rutelli al quale è passata la delega per il Turismo. Tanto che nell'ultimo incontro di pochi giorni fa con Regioni e associazioni di settore è stato deciso di preparare un rapporto sullo stato del portale, che dovrebbe essere pronto per la metà di luglio, «proprio per capire quali sono le difficoltà da superare per l'attuazione di Italia.it». La gestazione dell'iniziativa ha radici lontane. Il progetto del metaportale, infatti, è nato nel marzo del 2004 con una spesa di 230mila euro, come spiega l'imprenditore Massimo Colomban chiamato a far parte del gruppo di lavoro di Sviluppo Italia, società incaricata (attraverso la sua controllata Innovazione Italia) di realizzare il sito sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, presieduto dall'allora ministro per l'Innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca. «Già allora racconta Colomban le difficoltà non sono mancate. Pesavano la burocratizzazione, il campanilismo delle associazioni, la scarsa trasparenza e l'opposizione delle Regioni che hanno impedito al Governo di realizzare una strategia nazionale mettendo a disposizione di tutti un metaportale che desse visibilità in maniera coerente e omogenea. Dopo due anni e mezzo il portale è fatto, ma resta in un cassetto; in rete continuano a esistere circa l00mila siti turistici tra i più disparati, sconosciuti e con pochissima visibilità. E il turismo in Italia continua a perdere posizioni: dal primo posto al mondo per arrivi nel 1970 siamo scesi al quarto, dietro Francia e Spagna». «Siamo pronti a rilanciare il progetto assicura Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo . I problemi erano stati creati dall'ex ministro Stanca, che aveva invaso competenze non sue. Abbiamo dovuto perfino costringerlo per decreto a restituire ben 21 milioni alle Regioni, cui spetta la gestione del turismo. Con Rutelli siamo già d'accordo sulla rivitalizzazione del portale. Il nodo vero è che nessuno sa come siano stati spesi i 20 milioni per costituire l'infrastruttura tecnica appaltata da Innovazione Italia a un raggruppamento formato da Ibm, Its e Tiscover».
Turismo, il sito fantasma di Italia.it
Il portale nazionale del turismo italiano, Italia.it, è in fase di realizzazione dopo essere stato presentato dal Governo nel marzo scorso. Il progetto è stato finanziato con 45 milioni di euro e ha un budget di 20 milioni di euro per la realizzazione e la gestione operativa del sito internet. Tuttavia, i lavori sono stati bloccati a causa di problemi con le Regioni, che temono di perdere la propria autonomia in materia di turismo. Il progetto è stato anche criticato per la scarsa trasparenza e la burocratizzazione. Il ministero dei Beni culturali ha deciso di preparare un rapporto sullo stato del portale per capire quali sono le difficoltà da superare.
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