Il Gruppo d'Intervento giuridico replica al sindaco Raimondo Angius. Troppi dubbi, meglio vigilare. Deliperi: "Dobbiamo evitare le speculazioni a Ingurtosu". ARBUS. Nessun ripensamento nelle posizioni da sempre mantenute sul recupero e la valorizzazione delle aree ex minerarie di Ingurtosu, Naracauli e Pitzinurri, i "gioielli di famiglia" del comune di Arbus che la Regione ha messo all'asta (al pari di Masua, nell'Iglesiente) con il bando internazionale. Stefano Deliperi, portavoce del Gruppo di intervento giuridico, ribadisce l'Ingurtosu pensiero dell'associazione ambientalista dopo aver letto le riflessioni del sindaco di Arbus Raimondo Angius sui diversi lacciuoli che qualcuno starebbe mettendo al bando regionale per ritardarne o addirittura annullarne il regolare decorso. Angius ha affermato - in sintesi - di essere rimasto stupito dalle eccezioni sollevate dal Gruppo di intervento giuridico all'asta internazionale per il recupero delle aree ex minerarie fortemente voluta dal presidente della Regione Renato Soru e dalla sua giunta. "Con Deliperi ci siamo confrontati più volte su eventuali interventi a Ingurtosu - ha puntualizzato il sindaco di Arbus - e ci siamo trovati in piena sintonia. Abbiamo condiviso pienamente che non ci devono essere nuove volumetrie e che vanno recuperate quelle esistenti da trent'anni e in totale abbandono. Tanto più che sono a sufficiente distanza dal mare e non vanno a impattare con l'assetto paesaggistico del litorale. Dove tra l'altro, Comune e Provincia stanno procedendo all'istituzione di una riserva naturale. Le cose che noi Comune e Gruppo di intervento giuridico pensavamo sono presenti nel bando della Regione, perchè andarci contro?". Immediata la garbata replica di Stefano Deliperi, anche per gli Amici della Terra, che spiega come le posizioni su Ingurtosu non siano affatto cambiate e che, caso mai, occorre ulteriore attenzione perchè "nel bando esistono punti che vanno chiariti ed esplicitati nel bando, proprio a tutela degli enti locali interessati e della stessa Regione". "Con la richiesta di revisione del bando inoltrata alla Regione - prosegue Deliperi -, abbiamo fatto presenti diversi aspetti piuttosto "critici" sotto il profilo della legittimità e dell'opportunità. Nel testo si parla infatti di vendita e non di concessione (come riteniamo deve invece essere), si prevedono campi da golf che non sono invece consentiti da disposizioni normative, non vengono esplicitati e quantificati gli oneri a carico della pubblica amministrazione, come nel caso della bonifica ambientale. Questi sono gli aspetti che abbiamo contestato, non certamente il recupero di posti unici al mondo come Ingurtosu e Masua".