MOSTRE Presentata ieri la Decima Biennale di Architettura di Venezia dedicata a metropoli e società. Richard Burdett: «I progetti vincenti sono quelli che cambiano lo stile di vita» Il 75 della popolazione vive ormai in aree urbane A prima vista, nel programma della nuova Biennale di architettura di Venezia, presentata ieri a Milano dal curatore Richard (Ricky) Burdette dal presidente della Fondazione Davide Croff, c'è una grande assente: Roma, la Roma dei grande progetti, la Roma del Maxxi di Zaha adid e quella del nuovo. (eppur già contestato) «contenitore» dell'Ara Pacis di Richard Meier. Questa decima edizione, firmata dall'inglese Burdett (cinquantenne architetto e urbanista cresciuto e formatosi oltretutto proprio a Roma), sceglie di puntare sul lato socio-politico dell'architettura e di dedicarsi «alle tematiche che le città si trovano oggi ad affrontare, dalla migrazione alla crescita, dalla mobilità allo sviluppo». Ma per farlo in qualche modo esclude Roma. preferendogli (nel ruolo di nostrana «metropoli del futuro») una nuova città globale (a quanto pare l'unica in Italia), quella che sta nascendo (a colpi di cantieri preolimpici, treni e autostrade ad alta velocità) tra Milano e Torino. Shanghai. Mumbai e Tokyo (per l'Asia): Caracas, Città del Messico, Bogotà, San Paolo, Los Angeles e New York (per le Americhe); Johannesburg, Il Cairo e Istanbul (per l'Africa e l'area del Mediterraneo); Londra, Barcellona. Berlino e appunto Milano-Torino (per f Europa). Sono queste per Burdett le città del futuro. le protagoniste di una biennale dal titolo già sintomatico («Città. Architettura e società») che terrà banco a Venezia (tra l'Arsenale e i Giardini) dal 10 settembre al 19 novembre. Una biennale dalle tante svolte che si propone di ridelinire anche «il ruolo degli architetti nella costruzione di contesti urbani sostenibili e dei loro collegamenti con la politica degli interventi, con le azioni di governo e con gli aspetti sociali». Di ognuna di queste sedici megalopoli (i cui sindaci si incontreranno a Venezia il 6 settembre, giorno della presentazione della mostra alla stampa), verranno esposti . Nei trecento metri dell'allestimento a cura di Aldo Cibic e Luigi Marchetti - CibicPartners - si parlerà dell'interazione tra città, architettura e abitanti, del ruolo degli architetti nella realizzazione di contesti democratici sostenibili, di azioni di governo, di coesione sociale. E lo si farà con filmati inediti su grandi schermi, fotografie. grafici tridimensionali e con i progetti di 12 istituti di ricerca internazionali invitati «a condividere le loro attività, elaborando tematiche specifiche in un ciclo di workshop, attraverso progetti speciali e eventi collaterali legati alle mostre dei cinquanta Paesi che finora hanno aderito» (Roma sarà presente solo attraverso «una mappatura digitale in tempo reale della città! seguendo le tracce dei telefoni cellulari» eseguita dal Senseable Cities Laboratory del Mit). Il risultato finale? Un manifesto per le città del ventunesimo secolo dedicato al potenziale contributo delle megalopoli a un mondo pià sostenibile. democraticd, eqùo. Burdett tiene a precisare che sarà una biennale di passaggio, una biennale comunque diversa, Dove si dovrà trovare il modo e il tempo per discutere delle conseguenze dell'architettura in materia di flussi migratori, di espansioni urbane incontrollate, con uno sguardo rivolto particolarmente a Sud, ma che ancora sembra tagliar fuori Roma. - Megalopoli in vista nella rassegna - La decima mostra internazionale di Architettura è stata presentata ieri a Santa Giulia, la «città» progettata da Nonnan Foster che Risanamento di Luigi Zunino (sponsor della Biennale con Italcementi) sta costruendo a Milano, dote fin anzia anche il progetto dell'Area Falk di Renzo Piano L'esposizione si lerrà a Venezia (Arsenale e Giardini), dal 10settembre al 19 norembre. Orario: tutti i giorni, 10-18. Biglieito intero: 13 euro (ralido per le due sedi). Catalogo Marsilia In fo: 04 1.5218828: www.labiennole.org