Ultimi due anni coi bilanci in pareggio Il governo riapre il portafogli: arrivano cinquanta milioni da spalmare sui teatri lirici d'Italia. L'ha deciso il consiglio dei ministri. Se il criterio di distribuzione sarà basato sull'equilibrio dei conti la Fondazione di Cagliari andrà in cima alla graduatoria nazionale. Il perchè è scritto nel bilancio consuntivo 2005: negli ultimi due anni con la gestione del sovrintendente Maurizio Pietrantonio e del direttore amministrativo Vincenzo Caldo i bilanci sono stati chiusi in pareggio. Nello stesso arco di tempo il debito patrimoniale accumulato dall'ex sovrintendente Mauro Meli è calato da venticinque milioni e mezzo a sedici milioni di euro. Un recupero secco di nove milioni, ottenuto grazie a tagli drastici sui costi di allestimento delle opere e sui cachet degli artisti, insieme a una robusta ristrutturazione dei mutui bancari. Risparmi consistenti, che non hanno condizionato almeno stando al gradimento che risulta dalle cifre la qualità artistica della programmazione: il numero degli abbonati è cresciuto fino a sfiorare quota dodicimila. In quanto a tessere il teatro di Cagliari è secondo solo a quello di Torino e precede persino la Scala di Milano. Basta un'occhiata ai dati dei bilanci dal 1999 ad oggi per leggere la conferma di un trend di risanamento che ormai avviene non solo a parole: sette anni fa il debito era di 4 milioni di euro, salito a 25 e mezzo nell'ultimo anno della gestione Meli. Il picco, davvero impressionante, è registrato nei conti del 2002: da 12 milioni e 700 mila euro a 21 milioni e 241 mila. Una stagione di spese pazze nessuno ha dimenticato i concerti di Lorin Maazel pagati a prezzi che il ministero della cultura definì «senza alcun riscontro nel panorama internazionale» di cui Pietrantonio ha fatto le spese in ogni senso. Ora la musica è cambiata: «Trattiamo direttamente i cachet degli artisti spiega Pietrantonio e rinunciamo alle prestazioni di chi non accetta la nostra realtà». Caldo mostra i dati degli allestimenti scenici, dove risulta da un anno all'altro una riduzione di costi del cinquanta per cento: «Sorvegliamo ogni uscita avverte il direttore amministrativo abbiamo persino tagliato molte linee telefoniche, erano inutili... I costi di stampa, tanto per fare un esempio, sono calati da 300 a 150 mila euro. La metà esatta». Dal controllo di budget, come si chiama nelle aziende, ai mutui. Che sono stati rivisitati e soprattutto onorati: «Le banche adesso ci danno fiducia», riferisce con orgoglio Caldo. Malgrado i risultati incoraggianti, Pietrantonio deve fronteggiare una situazione sindacale piuttosto tesa: il Libersind, il sindacato che riunisce la maggioranza degli orchestrali, gli rimprovera una politica finanziaria non abbastanza austera. Nel frattempo il Nabucco è andato sul palco con scenografie spartane ed è saltato Askenhazy, rinunce indispensabili per rientrare sui tagli 2005 di governo na zionale e Regione: «Abbiamo avviato un processo virtuoso insiste Pietrantonio ma non abbiamo la bacchetta magica, per arrivare al risanamento totale ci vorrà tempo e qualche risorsa in più». Niente tagli al personale però, il sovrintendente ha fatto una bandiera della difesa a oltranza dei posti di lavoro: «Si parlava di tagliare i precari, invece i contratti a termine sono aumentati» verifica Vincenzo Caldo. Come dire: il commissariamento del dopo-Meli è uno spauracchio svanito, si può guardare al futuro. Ed è quello che il sovrintendente sta facendo: «Puntiamo a un teatro aperto, che non sia solodi Cagliari spiega i numeri già ci incoraggiano, perché oltre il quaranta per cento dei biglietti vanno ad appassionati in arrivo da ogni angolo dell'isola. Vorremmo fare di più...». Intanto il rilancio dell'accoppiata musica-turismo: «Una grande opera a dicembre. inverno di sinfonica e il clou della programmazione a maggio, per il festival di Sant'Efisio». Progetto da sottoporre al consiglio di amministrazione: «Con questa soluzione spiegano Pietrantonio e Caldo potremo programmare su risorse economiche certe e disponibili subito, senza ricorrere ad anticipazioni bancarie». Ancora risparmio, ma con un occhio alle esigenze turistiche: «Pensiamo a un accordo con enti, commercianti, associazioni per un maggio di grande richiamo». Il maggio cagliaritano: vedremo come andrà.